venerdì, novembre 28, 2014

McDonald's: non paghi se batti il cassiere a Carta, Forbice, Sasso :-)


Post leggerino del venerdì, che è stata una settimana pesante...

Classico PR stunt.

Per la giornata internazionale dell'infanzia, McDonald's ha proposto ai clienti di sfidare i dipendenti. E di avere il pasto gratis se vincono.
Per ritirare fuori il bambino che c'è in noi.

Guardate il video, che è divertente.




Ovviamente, impossibile in questo contensto non citare quest'altro video:


buon weekend a tutti

giovedì, novembre 27, 2014

Genio. KLM colpisce ancora :-) I messaggi personalizzati su...


Molto semplice.

Non sarà digitale ma è potente. E c'è dietro un bel pensiero di strategia.

Sali in aereo (KLM). Fai per sederti al tuo posto.. e ti rendi conto che sul lenzuolino sul poggia testa c'è scritto qualcosa.

Incuriosito lo leggi, e, sorpresa: è un messaggio (scritto a mano) di buon viaggio, di amore, di affetto scritto da qualcuno che ti vuole bene.
Tua moglie, tuo figlio, i nonni.

Guardate il video.

Questo è mettere le persone al centro del tuo marketing.
Questo è usare le emozioni. (E avere la gente che lavora nella tua azienda che si sbatte).
Un caso da manuale.

Enjoy.



PS: potete cercare sul mio blog altri ottimi esempi di come KLM riesce a innovare realmente nella comunicazione.


mercoledì, novembre 26, 2014

Clamoroso: 84% degli Italiani in Rete, non il 50%. Sorpresona Audiweb.

Crolla un mito: quello che solo un Italiano su due è in Rete.

I nuovi dati Audiweb raccontano una realtà molto diversa.

Come forse avrete notato, da qualche mese ho smesso di pubblicare gli aggiornamenti dei dati Audiweb - anche perché mi è sembrato di cogliere un certo disinteresse verso il tema nel mio pregiato pubblico.

Questa però è una notizia che merita.

Gli Italiani che possono accedere a Internet non sono 27-28 Milioni, ma 40 milioni. Un'orda.
(Ma attenzione: nel giorno medio vanno effettivamente in rete solo 21 milioni, compresi i bambini piccoli e i trisnonni d'Italia)

Gli ultimi dati Audiweb rilasciati ci dicono che:

In base ai nuovi dati sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, emerge che la diffusione dell’online nel nostro Paese è ormai capillare. Sono, infatti, 40 milioni gli italiani che possono accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento (l’84,4% degli 11-74 anni), con un trend di crescita del 6,8% negli ultimi due anni.

device mobili conquistano sempre più persone: gli smartphone connessi sono disponibili per il 56% della popolazione (26,5 milioni, + 69,5% in due anni) e i tablet per il 20% (9,5 milioni+ 310%). Nel 2014 si rileva dunque il primato del mobile nella fruizione quotidiana di internet.

Diventa, inoltre, particolarmente rilevante il tempo dedicato all’online attraverso l’utilizzo di applicazioni mobili: l’84% del tempo totale speso sui device mobili è generato dalle applicazioni; la fruizione di mobile app è preferita dalle donne (57% del tempo online), dai 18-24 anni (68% del tempo online) e dai 25-34 anni (62%). 

Ora, questo annuncio è una sorpresa (e magari cambierà le strategie di un po' di aziende / organizzazioni) ma in qualche misura è una sorpresa annunciata.

Alla radice, da quello che capisco, il fatto che da qualche tempo Audiweb traccia (come saprete) anche Internet da mobile, e  non solo quello da PC.
E di qui la scoperta che una valangata di gente accede a Internet da device mobili (ma dai?) -  come per altro previsto da innumerevoli fonti, che da anni dicono che il destino di Internet è quello di essere sempre più mobile che fisso.



A questo punto, tra l'altro, si sfata il mito di un'Italia in ritardo abissale rispetto agli altri paesi dal punto di vista della connessione. Siamo più o meno allineati.
Non possiamo più dare la colpa dei nostri guai nemmeno al divario digitale, colpevolizzare gli Italiani che non capiscono e non vanno in Rete, condannando l'Italia al paleolitico telematico.

Comunque...
Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco di seguito la presentazione fatta ieri in IAB e un estratto della press release con dei dati in più.

Naturalmente, come sempre, invito a prendere i dati con le pinze e a confrontarli con i dati pubblicati in passato. Al di là dei titoli ad effetto, forse per certi aspetti non sono poi così diversi dai dati che già maneggiavamo...




Nel 2014 si rileva il primato del mobile nella fruizione quotidiana di internet, un fenomeno già previsto negli anni scorsi - registrato a partire dall’estensione del sistema di rilevazione Audiweb anche ai dati mobile – e in controtendenza con il calo dell’audience da PC nel corso del 2013 (-3,4% nella fruizione mensile e -7,8 nella fruizione quotidiana)

Oggi, in base ai nuovi dati Audiweb sull’uso di internet a settembre 2014, Audiweb Database, ltotal digital audience è rappresentata da  21 milioni di utenti unici (2+ anni) nel giorno medio, collegati per 2 ore per persona, e 28,6 milioni nel mese, online per 46 ore. 

(Nota: fate attenzione a come usate questi dati, che non sono perfettamente comparabili fra di loro: in alcuni casi si parla di Italiani 11-74, in altri di italiani dai 2 anni in su, in altri di 18-74...)

La fruizione di internet in mobilità è rappresentata da 15 milioni di utenti unici (18-74 anni) che accedono a internet nel giorno medio tramite smartphone, online per 1 ora e 29 minuti a persona, e 5,2 milioni tramite tablet, per 1 ora e 12 minuti.


Il mobile internet piace alle donne e ‘svecchia’ l’audience interessando le fasce più giovani della popolazione.

Infatti, nel giorno medio risultano online 7,6 milioni di donne, con 1 ora e 51 minuti di tempo speso nel giorno medio (contro 1 ora e 37 minuti degli uomini online) e il 68% del tempo totale dedicato alla fruizione di internet da mobile.

Anche i giovani tra i 18 e i 34 anni, i Millannials, preferiscono accedere a internet da device mobili: i 18-24enni preferiscono navigare dai device mobili: 2,7 milioni nel giorno medio (il 64% della popolazione di questa fascia d’età) per 2 ore e 16 minuti e 3 milioni nel mese per oltre 60 ore. Solo il 27,3% dei 18-24enni sceglie l’accesso a internet da PC nel giorno medio. I valori di mobile reach per i Millennials sono pressoché simili sia nel giorno medio che nel mese, segno di un uso costante e quotidiano dei nuovi device.

“Grazie all’estensione del sistema di rilevazione Audiweb ai device mobili, possiamo finalmente monitorare, in modo più completo per il mercato, i trend e le abitudini di consumo degli italiani online. Il 2014 conferma il primato del mobile nella fruizione quotidiana di internet nel giorno medio, con una reach più alta rispetto al PC - 16,4 milioni contro 12 milioni sui 18-74 anni - e il 65% del tempo trascorso online.", dichiara Enrico Gasperini, presidente di Audiweb. "La rilevazione dell’audience totale di internet accende i riflettori sul digital divide generazionale, con solo il 22,3% degli over 55 online, principalmente online da PC, contro il 67% dei 18-34enni. Infine, risulta estremamente interessante l'uso esclusivo del mobile per accedere all'online per il 42% delle donne online, il 59% dei 18-24enni e il 51% dei 25-34enni”.

Per quanto riguarda la fruizione di internet dai diversi device, nel giorno medio domina l’uso esclusivo di smartphone per accedere a internet, con 11,2 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni che scelgono questo device, mentre sono 4 milioni gli utenti che preferiscono navigare solo da PC e 3,8 milioni gli utenti multiscreen.

La fruizione di internet da mobile (smartphone e tablet, al netto delle sovrapposizioni) ha generato il 65% del tempo totale speso online e, più in dettaglio, oltre la metà del tempo totale è generato dall’uso di applicazioni mobili (il 59% del tempo totale speso online).

Diventa, inoltre, particolarmente rilevante il tempo dedicato all’online attraverso l’utilizzo di applicazioni mobili: l’84% del tempo totale speso sui device mobili è generato dalle applicazioni; la fruizione di mobile app è preferita dalle donne (57% del tempo online), dai 18-24 anni (68% del tempo online) e dai 25-34 anni (62%).

Si conferma ancora il valore del mobile nel confronto con la TV, soprattutto per alcuni segmenti di target più affezionati all’online. Infatti, analizzando i dati di audience nel giorno medio, distribuiti in fasce di tre ore, risulta che il mobile domina sulla TV fino alle ore 12, raggiungendo il 28% dei 18-74enni e, sul target dei 18-54 anni con studi superiori e più, il mobile supera la TV per tutto il giorno, dalle ore 9 alle 24, raggiungendo il 58% di questo segmento.

martedì, novembre 25, 2014

Acquisti online/offline? Il Webrooming batte lo Showrooming (Ricerca).


OK, i retailer erano già tutti belli preoccupati per lo showrooming quando adesso salta fuori che la tegola che gli cade in testa è un'altra, ed è pure peggio.

Per chi non si ricordasse: lo Showrooming è il fenomeno del possibile cliente che entra nel negozio (fisico), guarda il prodotto, si prova la taglia, dice "grazie, ci penso" e poi si fionda a comprare il prodotto da un retailer online, cercando di risparmiare soldi (e ci si riesce, quanto ci si riesce, se si sta dietro alle offerte speciali...).

Problemone, discussioni sul ruolo dei negozi fisici (a parte i flagship stores, che al limite potrebbero anche fregarsene, se di proprietà dell'azienda... diventano una sorta di piattaforma di comunicazione, più che di vendite...).

Insomma leggetevi i miei post precedenti sullo showrooming (li metto sotto) e andiamo avanti.

Ora invece salta fuori da una ricerca - FutureBuy 2014 di GfK (sì, la potete scaricare dal link) - che il numero di persone che prima di comprare online sono andati in un negozio fisico è sceso, in percentuale dal 37% al 28%.

Mentre invece è schizzato al 41% la percentuale di quelli che hanno fatto il webrooming, ovvero la ricerca l'hanno fatta, da un device mobile, solo sui negozi online e la distribuzione fisica proprio non se la sono filata. 

Il che è malissimo, perchè se vengono a farti showrooming, magari... già che sono lì... se invece in negozio proprio non ci entrano...

La ricerca dice un'altra serie di cose interessanti - ecco una sintesi della press release:


The complex interplay between online and in-person shopping in the US has tilted slightly in favor of bricks-and-mortar retailers, according to GfK’s 2014 FutureBuy® global study of shopping habits and preferences. Incidents of smartphone “showrooming” – seeing a product in a store, then buying it online from another retailer using a smartphone – dropped from 37% in the US last year to 28% in 2014. But “webrooming,” in which consumers buy in a store after researching a purchase online using a smartphone, was reported by an even higher proportion of respondents, 41%.
Use of a smartphone or tablet to “webroom” topped “showrooming” on those devices by 12 to 14 percentage points among Baby Boomers (ages 50 to 68) and Generations X (35 to 49) and Y (25 to 34). Only Generation Z preferred showrooming – and not by much.
US shoppers who decided to make their purchases in a bricks-and-mortar environment were motivated by key differentiators such as “see and feel before buying” (58% prefer bricks and mortar, versus 9% online), “get products sooner” (53% versus 16%), and “hassle-free returns” (35% versus 10%). When online was the preferred purchase venue, attributes such as “save money” (61% versus 28%), “easier” (53% versus 24%), and “better selection” (46% versus 16%) were deciding factors.
Though PCs and laptops still account for the lion’s share of online research and purchases, mobile devices (smartphones and tablets) are playing a growing role. Internet shopping via a traditional home computer (PC or laptop) dropped from 78% to 63% in the US in just one year, while use of mobile devices doubled – from 8% to 15% for smartphones, and 5% to 10% for tablets.
Ed ecco per approfondire il tema showrooming:

Che paura lo Showrooming: in negozio si paga per entrare.


lunedì, novembre 24, 2014

Bellissima azione unconventional (gattini). Far rilassare le persone, combattere lo stress.


Non potevo non parlarne :-)

Bellissima azione di ambient.

Partendo dall'insight che le persone sono tanto stressate, Purina (sì, quella dei gatti) ha pensato bene di attrezzare un'area in un parco.

Cat Therapy.

Idea semplice ma emotivamente potentissima.


venerdì, novembre 21, 2014

Anche la Radio è sempre più "mobile" - l'app di Radio RAI

Sembra un po' buffo parlare di radio sul mobile.

Ma se la fruizione di content avviene sempre più su Internet e sempre più su mobile, anche i contenuti radiofonici devono trovare nuovi sbocchi verso le utenze.

E le battaglie per le audience, anche sul fronte delle distribuzioni di contenuti, si condurranno sempre più su device che ci porteremo addosso.

Del resto la radio è sempre stata un mezzo naturalmente mobile (specialmente quando la tecnologia ha permesso di abbandonare i valvoloni e di passare ai transistor).
Ed è ancora nel ricordo di tanti di noi la domenica pomeriggio all'italiana, con la famigliola a spasso nel parco. Con il genitore, radiolina all’orecchio, seguire le dirette sportive di “Tutto il calcio minuto per minuto".

E’ quindi naturale che un mezzo naturalmente ubiquo come la radio investa per essere ancora più nomade, affiancando alle onde radio il web in mobilità.

Su questo fronte gioca anche Radio RAI. La logica è portare la Radio di qualità sempre più vicina al pubblico, anche grazie alla nuova incarnazione dell’app, che ci porta la Radio RAI, in modalità crossmediale, sui cellulari e i tablet. Aggiungendo ai contenuti “naturali” un valore aggiunto non banale.

Le cose che trovo più interessanti (dal punto di vista di chi si occupa di comunicazione) di questa app sono:

Si da' accesso, in rete, a quei canali (a quei contenuti) che non sono disponibili "via radio" ma che sono web only. E che adesso sono disponibili anche in mobilità. (I canali disponibili sono Radio 1, Radio 2, Radio 3, Fd4, Fd5, Isoradio, GR Parlamento e i tre canali di webradio Rai, Wr6, Wr7 e Wr8).

Si lavora per un'esperienza più crossmediale; non solo il programma in audio, ma una serie di contenuti accessori che arricchiscono la experience (si dice così, no?) del programma radiofonico.

L'interattività: l’app ci permette di interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai. 

L'attenzione alle news: nuove sezioni sono state dedicate all’informazione del Giornale Radio Rai in cui sarà possibile riascoltare e scaricare le ultime edizioni di Gr1, Gr2 e Gr3 e consultare gli archivi delle edizioni dei giorni precedenti.

La modalità "in car" - che evidentemente si basa sullo scenario in cui anche in automobile la radio la useremo via web, in streaming. Ascoltando canali non necessariamente hertziani.




Per il resto nell'app ci sono le feature che ci possiamo giustamente aspettare.

C'è la guida programmi dei prossimi 7 giorni, aprendoci tutto il mondo dei contenuti on demand disponibili per quel programma (audio delle puntate, video e foto).

Ovviamente, potremo riascoltare in podcast tutta una serie di contenuti che ci siamo persi “in diretta”.

Con l’app Radio RAI possiamo addormentarci con il nostro programma preferito, e lo smartphone si spegnerà da solo; o usare il nostro device come una vera e propria radiosveglia, che ci farà iniziare giornata svegliandoci con il programma radio RAI che preferiamo.

L’app è completamente gratuita ed è disponibile per:

iOS (iPhone, i Pad…) 
Smartphone e Tablet Android
Kindle Fire
Blackberry

Per maggiori informazioni: http://bit.ly/1wNSv1r

Già che ci siamo, vi metto anche lo spot:



(In logica di trasparenza: Radio RAI è un cliente dell'agenzia per cui lavoro. Sapevatelo)

giovedì, novembre 20, 2014

L'advertising ha bisogno del digitale, per lo storytelling: Heineken (+ Ford)


Riprendo il discorso fatto qualche tempo fa - il ragionamento sul fatto che l'advertising televisivo potrebbe diventare semplicemente il trailer di quello che succede in Rete.

In una logica dove la vera comunicazione si fa online, e la TV serve più che altro a fare "drive to" (con il caveat che comunque quasi una metà degli Italiani Internet proprio non ce l'hanno, quindi...)

Intanto per i limiti tecnologici che l'online non ha - il che rende possibile una narrazione come quella di Honda che vi ho raccontato l'altro giorno - che in TV non sarebbe pensabile.

Ma anche per la possibilità di ramificarsi, di costruire mondi articolati, di raccontare storie fuori dalle gabbie dei 30", con un respiro narrativo e un contenuto che vivono in maniera meno sacrificata.

Un esempio: la nuova campagna di Heineken.
La linea narrativa è sempre quella di un personaggio (iper cool) che compie un percorso dove incontra ente, fa esperienze, fa la figura dell'überfaigo e tendenzialmente cucca.

Capostipite (e secondo me tuttora insuperato) di questa forma di storytelling è la campagna "The Entrance" (di cui avevo scritto qui).

La nuova release di questa storia è The City (l'avrete vista in TV, quella in cui il tizio insegue la tizia, attraverso una percorso dettato dai biglietti da visita...). Che poi si lega ad un'operazione online (http://openyourcity.heineken.com/) di cui magari parliamo  un'altra volta.

Confrontate il 30" (che onestamente è poco più di un trailer) con la versione online del video.
Mi sembra ovvio che il trend sia chiaro, per i creativi: pensare a una pubblicità che andrà online. E poi realizzarne una versione ridotta che andrà in TV. Che non è più il posto dove vanno le cose veramente belle.

Ecco il 30". Fate mente locale su cosa capite della storia.



Ecco la versione completa (2 minuti).



Non dico altro.

Anzi sì, se devo raccontare micro storie, anche di prodotto, guardate cosa può fare la combinazione mobile + stampa, nel caso di Ford:


Ricordo anche questi due vecchi ma sempre interessanti casi di integrazione stampa / digitale per lo storytelling:

L'incidente Aumentato di Axa :-)


mercoledì, novembre 19, 2014

SoDA Digital Marketing Report (scaricabile). Da leggere: dove sta andando il Digital Marketing?


Ecco la nuova edizione del SoDA Digital marketing report.

Per chi non la conosce è una pubblicazione curata dal SoDA, che è la "primary multinational organization focused solely on leading and representing top digital agencies and elite production companies through unparalleled collaboration, knowledge-sharing, business support and exploration of how technology can be leveraged to transform consumer experiences."

Si parla, in questo report (di cui vi embeddo lo Slideshare qui sotto ma che è anche disponibile sul sito http://sodareport.com/), di una serie di trend interessanti, con una serie di contenuti che fanno pensare.
Research and findings in Volume 1 revealed several key shifts in marketer/agency relationships and major discrepancies on topics such as: areas that brands and agencies believe are most valuable to clients, reasons clients walk away from agency relationships and the biggest talent shortfalls within client organizations. In this edition, we continue to explore some of those same findings, offering very different perspectives and lines of reasoning in an effort to challenge our own assumptions and improve our analysis of important industry issues.
The meticulously-curated editorial sections within the Report include Industry Insider, Modern Marketer and Tech Talk. You’ll also find an exemplary collection of projects from SoDA members and partners that feature work with world-renowned brands such as Coca-Cola, Nike, Google, Pepsi, and YouTube in addition to immersive digital experiences for museums and academic institutions.

martedì, novembre 18, 2014

Mondi paralleli in comunicazione: The North Face e Honda (migliore creatività dell'anno?)


Interessante che nel giro di pochi giorni mi capitino sotto gli occhi due comunicazioni pubblicitarie basate sul concetto di mondi paralleli. Di due facce della stessa medaglia.

Sarà un segno dei tempi. Un insight di consumatori sempre più complessi.
Oppure una casualità, segno di prodotti che vanno bene per tante cose.
Tutto e il contrario di tutto.

In entrambi i casi, Content is King (con buona pace degli amici che dicono il contrario :-), e lo storytelling ci permette di parlare di prodotti in maniera più relevant e sensata per le persone.

Comunque...
Il video di The North Face è pura pubblicità (btw possiedo quel prodotto e non posso che raccomandarlo, soldi ben spesi, vedi nota)
Eccolo: ben fatto, idea semplice, buona esecuzione.
Modello classico, non digitale.


The North Face - Parellel World DC from addictfilms on Vimeo.

Molto diverso è il caso di Honda - forse la più bella creatività dell'anno, come probabilmente già saprete, perché se ne è già parlato moltissimo (al punto che stavo per non parlarne, non mi piace raccontare storie che tutti hanno già raccontato), è una comunicazione interattiva.
O meglio una comunicazione che adotta un approccio molto interessante all'interattività.

Qui il digitale permette di raccontare una storia in un modo che sarebbe impossibile in un mondo "analogico". La tecnologia ma anche il modo di pensare che il digitale ha portato cambia i linguaggi, apre modi nuovi di raccontare le storie.

Come funziona: andate a questo indirizzo e guardatevi il filmato: 

Ogni tanto premete il tasto R (non funziona da mobile, mi dicono).
Scoprirete che ogni storia ha due facce, ogni persona due aspetti, ogni momento ha un prima o un dopo.
Enjoy.

Ecco il "behind the work":




Nota: nella categoria "Products I Love" (e adesso mi metto a fare il fascion /autdoor blogger) sono un felice utente di due prodotti, che uso come strato intermedio 2 stagioni su 4 e come capo esterno per le altre due, sia in città che fuori. Sono un felice possessore di:

The North Face Thermoball (quello del film)

Costano un po' ma valgono la spesa. E sono un'ottima alternativa alle piume, se Report vi ha impresisonato...



lunedì, novembre 17, 2014

Rivoluzione nell'ecommerce. Amazon ti piazza in casa un citofono per vendere di più :-) Amazon Echo.

Ok, non è proprio un citofono, ma tutto sommato non è una cattiva descrizione.

A naso questa è una notizia interessante e foriera di potenziali rivoluzioni nell'e-business (o magari no, chi può dirlo? 

Magari è solo un PR stunt... anche se potrebbe essere molto costoso, per una semplice operazione di comunicazione.)

In breve: è in vendita (ma non da noi) un nuovo device di Amazon che si chiama Echo.
Questo aggeggio sostanzialmente ascolta. Tutto il tempo. Se dici la parola magica ti permette di inserire a voce un prodotto nel carrello della spesa di Amazon.

Più specificamente, Amazon Echo fa diverse cose. Suona musica in streaming. Come detto ti ascolta. Ed è in grado di parlarti, di farti da assistente personale. Gli chiedi che tempo fa e lui te lo dice. Gli chiedi cos'è un oritteropo e lui ti legge la definizione su Wikipedia. E soprattutto si prende nota di cosa devi acquistare, permettendoti di aggiungere vocalmente prodotti da comprare dentro il tuo carrello della spesa amazoniano.


Sostanzialmente un "ricordami di comprare...", un "ah, segnami che devo acquistare..:"

Quindi dall'idea, dal momento in cui realizzi che ti serve o desideri un certo prodotto, al carrello della spesa con il minimo ritardo e la minima complessità possibile. E più accorci il processo, meno hai tempo e modo di cambiare idea.

Lo sappiamo, più la fai facile e più vendi.

Questo fa il paio con Amazon Dash, la bacchetta magica di Amazon per comprare i "groceries" - di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.

Interessante notare che ai clienti "Prime" di Amazon fanno 100 dollari di sconto sull'acquisto di Echo (99$ invece di 199$). Questo significa che vogliono tenersi buoni i clienti migliori. Quelli che già hanno in testa che per qualsiasi cosa c'è Amazon. Rendergli ancora più facile e naturale comprare tutto su Amazon. Mettergli in casa un citofono per parlare direttamente con l'azienda.

L'idea strategica di questo prodotto immagino sia quella di contribuire sempre di più a far diventare Amazon il punto di riferimento per qualsiasi acquisto (tenete conto che in altri paesi ci comprate molte cose in più, ci potete fare anche in buona misura la spesa degli alimentari e simili). Far scattare il "mi serve la birra --> lo dico ad Amazon" (Homer)

E intercettare tutte le idee d'acquisto, efficientizzando il più possibile il percorso verso il carrello. Tanto, basta la parola.

Approfondimenti:


venerdì, novembre 14, 2014

Stagista cercasi, in Digital PR


Convidido con voi la nostra ricerca di un/a stagisto/a :-)

Qui di seguito il testo ufficiale dell'annuncio

Non scrivete a me ma all'indirizzo che trovate nel testo, please :-)

Digital PR cerca uno stagista.

Il/la candidato/a affiancherà il team di account nelle attività di comunicazione sul Web.

Il tirocinio prevede l’apprendimento di attività di comunicazione in rete come internet PR, analisi della reputazione online, social media marketing, contenuti per il web.

Requisiti:
Ottima conoscenza e passione per la rete, le sue logiche e i social media
Buona conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata (è previsto un esame di ingresso)
Ottime capacità relazionali
Laurea conseguita da meno di 12 mesi

Costituisce titolo preferenziale una buona capacità di scrittura.

La durata dello stage è da tre a sei mesi.

Sono previsti un rimborso spese mensile e buoni pasto.

Per info e candidature scrivere a info@digital-pr.it

giovedì, novembre 13, 2014

Per aiutare l'educazione... com'eri da piccolo?


Bella operazione.

Il mandante è Wester Union - a supporto di un progetto di Charity #passforschool

(qui lo potete seguire su Twitter e qui su Facebook)



Il progetto è basato sul coinvolgimento delle persone (e di qualche celebrity); se si manda una foto (su Facebook o su Twitter) di se' stessi bambini mentre si stava praticando uno sport, Western Union finanzierà una giornata di educazione.
Ecco il video:

mercoledì, novembre 12, 2014

Interessante: questa Pepsi la trovi solo su Amazon


Può essere solo un PR Stunt, una trovata di comunicazione.

O può essere un segnale forte sull'evoluzione dei canali distributivi, su dove si vende, dove si fanno i volumi (e qui le polemiche sullo strapotere di Amazon e sul suo impatto sul retail, specialmente quello minore si rafforzeranno, immagino).

Fatto sta che Pepsi Cola ha annunciato il lancio di True, una Pepsi mediocalorica che compete direttamente con la Coca Cola "verde".

La cosa più rilevante è che True sarà disponibile esclusivamente su Amazon (così come un prodotto Coca Cola che fa ritorno sul mercato, Surge - storia interessante di come un prodotto ritirato dal mercato sia stato rilanciato in seguito all'incessante sforzo e pressioni di alcuni fan - si vedano i link in fondo al post e date un occhio a Twitter: https://twitter.com/hashtag/SURGEisback?src=hash ).



Non che al momento il canale Amazon rappresenti volumi terrificanti (per i groceries Amazon rappresenta circa l'1% delle vendite complessive) ma questo è un segnale da tenere d'occhio per valutarne il significato; dal punto di vista strategico si lavora sul fronte dell'acquisto programmato (e quindi del prodotto come abitudine regolare) e non ovviamente su quello dell'acquisto d'impulso (per strada, alla vending machine....).

Non sorprende quindi che l'esclusività di Amazon sia solo temporanea... e il prodotto troverà il suo posto nella distribuzione più tradizionale.

Ecco il video di lancio del prodotto:




Ed ecco alcuni approfondimenti:





martedì, novembre 11, 2014

Ricerca scaricabile: a che punto è l'ecommerce in Italia


Segnalo questa lettura importante per chi si occupa di marketing e strategia digitale.

Si tratta dell'aggiornamento trimestrale della ricerca “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm

Vi faccio una sintesi della sintesi (presa dalla press release) - poi la ricerca la potete scaricare qui.
  • Il Net Retail cresce del 24,2% in Italia nell’ultimo anno, sono aumentati del 23,4% gli acquirenti abituali.
  • Al 23% la quota di chi negli ultimi sei mesi ha fatto acquisti via App su un dispositivo mobile. 
  • Gli e-shopper hanno un’età media di 40 anni e sono uomini per il 55,4%
  • 21,8 milioni di italiani hanno comprato online almeno una volta nella vita, di questi 10 milioni sono acquirenti online abituali (una volta al mese) 
  • 56 acquisti su 100 sono relativi a prodotti fisici, 44 riguardano beni digitali e servizi ma in termini di valore il rapporto d’inverte: ogni 100 euro spesi online, 54 sono spesi per beni digitali e servizi 
  • 23% la quota di acquirenti online che negli ultimi sei mesi ha fatto acquisti da app su dispositivo mobile 
  • 15 acquisti sono originati da dispositivo mobile ogni 100 acquisti online 
  • il 56,6% degli acquisti online avviene presso un sito sul quale si era già acquistato nel passato 
  • 9,5 milioni di consegne medie mensili di prodotti comprati online 
  • 103 euro è lo scontrino medio degli acquisti online nel periodo estivo
Oltre 100 milioni di nuove esperienze di acquisto online saranno prodotte nel corso del 2014, su siti web o con App che gli acquirenti non avevano mai utilizzato in precedenza e in metà dei casi l'esperienza di acquisto ha tutte le caratteristiche di una "prima volta". 

Tra i quasi 16 milioni di acquirenti online degli ultimi tre mesi si rileva che il 18% ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando un’App su Smartphone e l’11% almeno un acquisto utilizzando un’App su Tablet (il 6% su entrambi i dispositivi). 

La terza rilevazione del 2014 conferma la crescita dei volumi stimata a inizio anno, stabile intorno al 25% rispetto al 2013. Il profilo della curva mensile mostra l’evidente stagionalità del fenomeno: i picchi di luglio mettono in risalto il forte contributo del settore turistico. Il peso del comparto turistico nella spesa online è passato dal 25% nel primo trimestre, al 34% nel secondo, fino al 41% nel trimestre appena concluso.

Nel giro di tre mesi la quota di acquirenti da App sul totale degli acquirenti online è passata dal 20% al 23%. Si tratta di un segmento di consumatori molto interessanti da rilevare, in quanto acquistano con importi medi più elevati e con frequenza maggiore della media.
Nella prima metà del 2014 è stata superata la soglia delle 50 milioni di transazioni online ogni trimestre. Il dato è leggermente calato dopo la primavera ma l’andamento sin qui rilevato consente di stimare per l’anno in corso oltre 200 milioni di transazioni complessive. 

Meno della metà degli acquisti del terzo trimestre riguarda beni non materiali mentre il 56% degli acquisti online mette in movimento un bene fisico. La frequenza media di acquisto è pari a 3,1 transazioni nel trimestre per acquirente (poco più di una al mese). La diversa frequenza di acquisto consente di distinguere tra acquirenti abituali (almeno una volta al mese) e acquirenti sporadici (uno o due acquisti nel trimestre). 

Tale segmentazione mostra che il mercato è sostanzialmente guidato dal segmento degli acquirenti abituali: 10 milioni di individui che generano la quasi totalità del valore del Net Retail. La crescita del valore complessivo del Net Retail è al momento pari al 24,2% anno su anno. La dinamica di crescita era già sostenuta negli ultimi anni (tra il 15 e il 20%) ma ha conosciuto una forte accelerazione a partire dall’autunno del 2013. La frequenza di acquisto di prodotti fisici cresce a un ritmo superiore rispetto a quanto avviene per i servizi e i beni digitali.


Il profilo di chi compra online:
  • Il profilo di età degli acquirenti online presenta un fenomeno popolato in particolare nelle fasce centrali (25-44 anni), in modo ancor più pronunciato per gli acquirenti abituali. Gli acquirenti sporadici sono più numerosi nella fascia giovane 18-24 e in quella over 54. Vale la pena rilevare che il profilo di età degli acquirenti online è molto più giovane della media della popolazione italiana e si concentra nelle fasce centrali di età (25-44 anni). Il 12,4% degli acquirenti abituali ha più di 54 anni, a fronte del 38% dell’intera popolazione 
  • Nessuna particolare differenza per sesso tra abituali e sporadici: come già avviene nell’intera utenza Internet, si nota per entrambi una leggera prevalenza maschile (55%). L’utenza Internet italiana è leggermente più popolata da uomini e questo si riflette nella composizione degli acquirenti abituali: nel 56% uomini rispetto alla media italiana del 48%. Tra gli acquirenti online abituali la concentrazione di laureati è quasi tre volte superiore alla media della popolazione. 
  • Gli acquirenti online abituali si concentrano nei grandi centri urbani: al crescere della dimensione del centro di residenza cresce la concentrazione di acquirenti online nella popolazione. Nei piccoli centri (meno di 10mila abitanti) si trova 1 acquirente online ogni 5,8 individui, nei grandi centri 1 ogni 2,1.

    Il valore degli acquisti per categoria disegna una distribuzione concentrata in poche categorie: in testa i prodotti di viaggi e turismo, seguiti dall’elettronica, nelle diverse forme, i servizi assicurativi, l’abbigliamento e gli accessori. 

    Il device utilizzato influenza la frequenza di acquisto online. In generale si nota che gli acquirenti online da smartphone fanno acquisti più frequenti, caratterizzati da un importo medio paragonabile a quello di chi utilizza altri dispositivi: si tratta quindi di un segmento più alto spendente. L’analisi si concentra sugli acquisti dei soli prodotti fisici e sulle differenze di comportamento tra il segmento che compie l’acquisto da un computer tradizionale (desktop o notebook) e quanti utilizzano un dispositivo mobile.
E’ evidente l’effetto stagionale sulla distribuzione della spesa: a settembre si conferma il trend già evidenziato prima dell’estate, caratterizzato dal forte aumento dell’incidenza dei servizi turistici. Le prime due categorie sono legate ai viaggi e al turismo e generano a settembre il 41% del valore degli acquisti online, in crescita rispetto al 33,8% di giugno e al 25,2% di marzo. Le prime cinque categorie sviluppano oltre metà dell’intero valore del mercato (il 58,7%, in crescita rispetto al 57,6% di giugno e al 49,8% di marzo). Le categorie più ricche sono caratterizzate da un’ampia platea di acquirenti e uno scontrino più elevato della media. Il 53,5% del valore degli acquisti online è generato da servizi e beni digitali, era il 47,2% a giugno e il 44,6% a marzo. Tra le categorie di prodotti cresciute di più negli ultimi anni si segnalano l’abbigliamento e le calzature, gli elettrodomestici, i prodotti alimentari e i servizi online a pagamento (App e acquisti in-App inclusi).

lunedì, novembre 10, 2014

Bellissimo. Nuove frontiere: oltre il Real Time Marketing, il Reactvertising

Lavorare per reagire ad eventi che non si sono ancora verificati.

Il Real Time marketing (ovvero usare avvenimenti, stimoli, input per creare in tempo quasi reale comunicati promozionali, content...) non è ancora diventato maturo che già è stato superato.

Dal Reactvertising.

L'approccio è basato su un insight strategico da manuale: non serve la qualità del contenuto - importa la velocità con cui lo metti sul mercato.

Sfruttando spunti, opportunità, disastri, scandali per attaccartici con la pubblicità di un prodotto / servizio che c'entri o che possa giocare sull'evento.
Ma per funzionare le ore sono troppe - e anche i minuti.

Rivolta a Singapore? Cogliere al volo per vendere gli ombrelli!

Per questo, l'agenzia pubblicitaria John St.* ha messo in piedi una squadra di 2800 "speedwriters" (spero pagata a cottimo) che lavorano (e dormono in agenzia) - in grado di sfornare in tempo zero materiali - sostanzialmente sfornando in pochi secondi content per i propri clienti.

E di intercettare i suddetti clienti ovunque si trovino per avere le approvazioni in tempo zero, a qualsiasi ora del giorno o della notte. Monitorando 24/7 le news e generando in pochi istanti messaggi pubblicitari per cavalcare la notizia del minuto.

Con un WC smart, sarai la prima a sapere che sei incinta: e quel pannolino riuscirà a parlarti per primo.

Naturalmente in questi tempi è impossibile pensare, ma questo non è un problema, la qualità del content è sempre più irrilevante rispetto alla velocità.

Si sceglie quindi di buttare a mare concetti vecchi e sorpassati come strategia, brainstorming, ricerca, pensiero, riflessioni su obiettivi e target: è il trionfo nel "Now".

"By ignoring old school 'thinking' paradigms in favor of 'reactivism,' John St. is creating compelling content for its clients in seconds."

Quindi... pensare, perché? Come dice un loro cliente soddisfatto:
"There is no time to think. Just go. And there's no one better at not thinking than these guys."


Ecco un paio di video di presentazione, di chi sono e di alcuni esempi di applicazione - che meritano di essere visti:









*PS: Si tratta dell'ultima reincarnazione di questa agenzia, che ci ha già portato perle di innovazione come il Catvertising o il Terror Marketing o il Professional Clicking.
Io questi li amo.

Ovviamente si tratta di una provocazione, per dimostrare la creatività dell'agenzia, creare contenuto virale e... beh, farsi pubblicità :-)
L'avevate capito, vero? :-P


venerdì, novembre 07, 2014

Vending machine: se suoni bene ti offro da bere :-)


Interessante innanzitutto perché è un'azione fatta in Ucraina. Dove il bisogno di qualcosa che tiri un po' su di umore, è particolarmente forte.
Eh già, perche il marketing e la comunicazione non si fanno fermare nemmeno dalle guerre.

Comunque; vending machine di acqua minerale, in concomitanza con il festival di musica popolare di L'viv.

La particolarità: ha una tastiera da pianoforte, posta verticalmente.
E si può suonare.

Così i passanti si possono cimentare, mostrando agli astanti cosa sanno fare. Generando probabilmente allegria, orrore, stupore.
E se suoni bene, in omaggio una bottiglietta di minerale come ricompensa.

Bella idea, molto socializzante e aggregante, attira attenzione ed è viralizzabile.
Ecco il video:



Borjomi piano machine from banda on Vimeo.