mercoledì, dicembre 31, 2014

Il Meglio dell'anno, sul mio blog

31 Dicembre, tempo di bilanci e soprattutto di auguri a tutto il mio spettabile pubblico.
Fate finta abbia incollato qui una qualche gif animata di gattino col cappellino natalizio e andiamo avanti.

Auguri vivissimi, sul serio. Detto questo, i post che hanno avuto più pubblico, più letture in questo 2014, sono stati i seguenti (da quello più letto in giù):

Dedicato a tutti i pubblicitari. Le Dumb ways to die in Agenzia :-)

Spero ricorderete "Dumb ways to die", una delle più brillanti operazioni di comunicazione integrata (sicurezza in metropolitana....) - la Miami Ad School / ESPM ne ha ora realizzato una versione "spoof" che illustra tutti i modi tragici in cui i pubblicitari muoiono (per colpa dei clienti).

Genio. Da Coca Cola. Quando passi il prodotto alla cassa...
Di quelle cose che uno dice: ma perché non ci ha mai pensato nessuno prima? Branding, coerenza, prendere di sorpresa le persone, con un'idea semplicissima.

Ceres annuncia online, con apposito sito, il lancio di un nuovo prodotto, una birra rosa. Lampone e Zenzero. Un chiaro pesce d'Aprile, e ci sta. Piccolo problema: la bacheca dei commenti non è moderata...

E finalmente è uscito il libro: Strategia Digitale. Due parole per raccontarlo.

Come avrà già abbondantemente capito chi mi segue sui social, è finamente uscito il nostro libro.
Strategia Digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media...

Chiudiamo in bellezza: hanno combinato un casino... Holiday Spam :-)

Brillante operazione di Three (UK) per comunicare l'azzeramento dei costi di roaming per i propri clienti. Cioè, pensavano di far bene, poi si sono resi conto di aver combinato un casino :-)))

In corso adesso il Guerilla di RAI - Mai visto prima: la radio interrompe la TV.

Guerilla Marketing radiotelevisivo. Sta succedendo adesso, in real time solo per oggi :-) Oggi la Radio sta facendo una cosa mai fatta prima. In Televisione.

Ricerca scaricabile: a che punto è l'ecommerce in Italia


Oggi parliamo di qualcosa che non è comunicazione commerciale, ma è (molto) storytelling. Una web series fatta da gente che stimo e che penso meriti visibilità e apprezzamento.

Digital Marketing: quale il percorso da fare? Bella Infografica

E' la Road Map per il Digital Marketing, da dove partire e che strada fare per crescere.
Ecco la mia risposta alla domanda "ma cos'è il marketing, qual è la sua definizione"? Articolata secondo livelli crescenti di complessità.

Enjoy. Buon Anno.

martedì, dicembre 30, 2014

Best of 2014 su Google Play - infografica

Eh, sì, è ora di passare ai riassunti dell'anno 2014 e alle anticipazioni per il 2015.

Può essere interessante, per dare un polso della situazione, guardare questa infografica, che ci dice cosa la gente ha fruito di più su Google Play (app, giochi, video...)

Interessante notare, ad esempio, che la categoria di app che cresce di più è "Health and Fitness"...
Enjoy!


lunedì, dicembre 29, 2014

Ideona: L'ottovolante per visitare la casa in vendita


In realtà è un'operazione di branding.

Una classica azione dove, per far parlare dell'azienda e trovare modo di costruire una percezione differenziante (in un mercato noioso e allineato come quello dell'immobiliare) si costruisce un pretesto di comunicazione.

Uno "stunt" che permette di trovare spunti su cui far parlare di se'. Far memorizzare il brand, darsi un'immagine più smart.

Nello specifico, l'ideona è stata trovare un modo per rendere meno "normale", meno noioso il visitare una casa in vendita.

Come? Costruendo un ottovolante, per una experience differente.

Ergonomico? no, certo che no. Ma non è prodotto, è comunicazione :-)
E non serve a vendere quella casa. Ma a dimostrare a chi ha case da vendere, che c'è qualcuno che si sbatte di più, e con più intelligenza, per fargliela vendere.

E fare 1.6 milioni di views su YouTube su un mercato piccolo come quello olandese, per un'attività immobiliare, non è proprio un risultato banale :-)


martedì, dicembre 23, 2014

Il Web Reality Megared: Video #3. Il primo passo verso i 21 km della StraMilano

Prosegue la storia (praticamente in tempo reale) delle otto persone che hanno accettato la sfida; partendo da zero farsi allenare (da specialisti) con l'obiettivo di arrivare a correre la Stramilano.

Ecco il terzo video: i partecipanti incontrano lo staff che li allenerà.




Se vi siete persi le puntate precedenti, questi sono i miei post:

“UN PASSO PER IL TUO CUORE”: il primo reality sul running dedicato a chi vuole iniziare a correre.


L'operazione si chiama "Un passo per il tuo cuore" che ha casa qui: http://www.megared.it/unpassoperiltuocuore/ (qui trovate tutte le info, i video aggiuntivi / tutorial... fateci un giro)

La pagina FB è qui: https://www.facebook.com/megareditalia

Il prodotto è Megared: http://www.megared.it/

Nota: come sapete, sono /siamo coinvolti direttamente nel progetto... ve lo dico per trasparenza :-)

buzzoole code

lunedì, dicembre 22, 2014

Freebie, il nuovo servizio social, per monetizzare la tua influenza (anche se non sei un influencer)

Classico tema di PR Digitali (btw, aspettatevi mie novità su questo fronte nelle prossime settimane... )

Monetizzare la propria influenza: dato che sappiamo che se parliamo bene di qualcosa al nostro network portiamo un valore alla marca / prodotto / idea, la tentazione è quella di farci pagare parte di questo valore.

Questo ragionamento è alla base dei modelli di remunerazione dei blogger (tanto per guardare ai modelli più semplici e basici). Ma questi modelli stanno in piedi solo se l'influenza esercitata, a parte essere in qualche modo misurabile, si estende su numeri cospicui di persone.

Ora, il modello dell'adv "tradizionale" è stato fortemente scosso non solo dall'advertising on line ma dal fatto che chiunque, anche il più piccolo dei blog, può proporsi come media, pubblicare banner, fare ricavi - magari microscopici, vista la sua scarsa audience - ma monetizzare quel poco di valore che genera.
In sostanza il modello AdWords muove ingenti capitali (anche) sommando infiniti siti che individualmente fanno poche pageviews ma che, messi tutti insieme...

Se si riuscisse a portare questo modello anche sul fronte dell'influenza, riuscirebbe a farsi pagare la micro influenza anche chi non è un influencer, non è un blogger, ha pochi contatti ma comunque magari qualcosina riesce a portare alla marca?

Questo, secondo me è un campo dove potremmo vedere iniziative interessanti - a partire da Freebie.

Freebie (http://freebieapp.com/) è un nuovo servizio (basato su di un'app mobile) che permette agli utenti dei Social Media di esercitare la propria influenza in Rete... e di ottenere in cambio prodotti gratis o altre forme di compensazione. Anche se in realtà si conta poco o niente :-)

Con una logica da marketplace, si va a far incontrare domanda e offerta. 
Un'azienda può identificare persone con le caratteristiche più adeguate (diciamo "in target") e fare ad esempio provare il prodotto. A questo punto, in cambio per il "freebie", per aver ottenuto qualcosa gratis (che può essere anche una particolare esperienza o qualcos'altro) - la marca viene autorizzata a pubblicare sui Social Media dell'utente (che può poi però anche cancellare quei post...).

Detta così, però, si tratta più di una forma di advertising - dove la persona mette a disposizione un proprio micro o nano media, la propria bacheca; su cui il brand pubblica messaggi (che ha in qualche modo pagato) a proprio favore.

L'esercizio di influenza invece è quando una persona, che reputiamo credibile, da' un endorsement a un prodotto, marca, servizio. Ci mette la faccia e la propria credibilità. Almeno entro certi limiti.
Qui al limite è una forma di passaparola... che al momento, btw, è attivo solo a Chicago.

Ma mi aspetto che questo sia solo il primo passo nel processo in cui si lavora per automatizzare e rendere "self service" anche questo aspetto della comunicazione...

Come approfondimento e per vedere anche una case history di Freebie (che dovrebbe aver già stretto legami con un centinaio di brand / locali / business... e avere circa 50.000 users) , potete leggere:
http://www.womma.org/posts/2013/10/word-of-mouth-marketing-for-the-21st-century

http://www.socialmediatoday.com/content/hipper-social-four-seasons-hotel-drives-high-return-rate-case-study

venerdì, dicembre 19, 2014

E anche quest'anno è arrivato #Calciatori #Panini :-)

Da oggi in edicola :-)


Christmas Shopping simulator. Modo smart di promuoversi con un'app :-)

Ok, lo sappiamo. Fare gli acquisti di Natale è un incubo, si spende, c'è casino...

Io, detto fra noi, ho comprato tutto online, quest'anno. Da varie fonti, inclusa un'artigiana australiana (grazie Etsy). E ho finito lo shopping da settimane.

Dato che il loro business è vendere roba (giochi) online, quelli di game.co.uk hanno cercato di fare un po' di buzz e di far venire in mente l'idea che comprare un videogame è meglio farlo online che in negozio.

Per questo hanno realizzato un app scaricabile che simula, in modalità videogioco, lo shopping natalizio.

Non credo che nessuno si aspetti che qualcuno ci giochi davvero - ma hanno creato un pretesto per far parlare di loro.
Si parla della loro comunicazione... e così si parla del loro business (cosa che altrimenti giornalisti e influencer non avrebbero fatto).

Ecco il trailer.
A me basta quello :-)



PS: Quelli di Game.co.uk dimostrano una certa attenzione alla comunicazione intelligente, o almeno interessante.
Ricordo infatti che sono quelli che hanno fatto firmare contratti in cui le persone cedevano all'azienda la propria anima:

Okkio! In 7.500 hanno venduto l'anima online. Ma non lo sapevano.


E hanno inventato il pasto di 9 portate in un'unica scatoletta, per i gamers compulsivi, che non hanno tempo per mangiare correttamente:

giovedì, dicembre 18, 2014

Quanto è difficile per una marca farsi vedere su Amazon: ricerca

Oggi vi segnalo una ricerca di Millward Brown.

La sintesi: sappiamo quanto possa essere potente Amazon come canale distributivo per un prodotto, una marca. 

Ma la lotta per riuscire a farsi vedere (e quindi comprare) è bella tosta. 

A settembre è stata condotta un'analisi negli US: su 75 milioni di persone che sono andate sul sito, solo il 30% è andato oltre la prima pagina di risultati. 

Si ripropone allora anche su Amazon l'effetto Google - dove o si è nelle primissime posizioni o spesso è come non esserci. 



 Infatti risulta che solo un 20% dei visitatori è pronto ad andare a visitare la seconda pagina, un 12.6 la terza e meno del 10% è disposto ad andare oltre (io personalmente devo essere nell'ultimo 0.5%, visto che di pagine ne guardo anche a decine, pur di poter   trovare  "una soluzione migliore"... ma so di non essere il target tipico).

 In effetti quello che capita è un fenomeno ancora molto legato ai modelli del retail tradizionale: faccio un (rapido?) giro, guardo cosa c'è sullo scaffale, se un prodotto mi colpisce l'occhio lo compro, senza investire troppo tempo e fatica a comparare, a esplorare.

Quindi se la mia marca o prodotto non sono ben visibili.... (infatti ai supermercati si paga per avere l'esposizione preferenziale, quella che rende più visibile il tuo prodotto). Su Amazon invece, è il mitico algoritmo che decide tutto.

Ecco allora che se già la nostra marca per farsi vedere in rete deve pensare ad un approccio di "Google Marketing" (sviluppo la mia comunicazione per piacere a Google, non solo alle persone - in modo da avere visibilità sul motore di ricerca), deve anche pensare a un "Amazon Marketing (devo piacere all'algoritmo di Amazon per uscire in prima pagina nella lista dei prodotti ricercati.

Anche perché le persone (almeno negli US) non sembrano esser molto sofisticate o analitiche o interessate alla reale comparazione e ottimizzazione dell'acquisto: dalla ricerca risulta che un 35% clicca sul primo prodotto della lista, un 17% sul secondo. 

Approfondimento: 

Detto questo, va rilevato che se per le marche è dura, nemmeno per Amazon son tutte rose e fiori: al di là del casino combinato pochi giorni fa ( Il Natale nero di Amazon ) ci sono brutti segnali, come i problemi sindacali avuti in Germania e la decisione di non essere più disponibile a San Marino per disaccordi sul pagamento delle tasse di importazione. E anche le vendite non sembrano essere all'altezza delle aspettative:
http://www.nytimes.com/2014/12/02/technology/to-gain-the-upper-hand-amazon-disrupts-itself.html?smid=pl-share&_r=0

Per non parlare del fatto che molte persone considerano Amazon una "evil company" e cercano di evitarla, quando non addirittura di attaccarla... insomma, sarà interessante seguire l'evoluzione dei fatti.

martedì, dicembre 16, 2014

Quali sono i *veri* costi dei Social Media? E il prezzo è giusto? #StrategiaDigitale

Una interessante infografica.
Specialmente utile per capire che, al di là del lavoro di postare quattro fregnacce su Facebook (che tanto è gratis, no?) c'è molto più impegno e sforzo di quello che appaia agli occhi del profano.

Può essere utile da far vedere a qualche cliente... :-)

(detto questo, ci sono alcuni numeri da prendere con le pinze... ma i 52.000 dollari di strategia mi sembrano molto sensati su una campagna da 210.000 dollari... un 25% di investimento speso nel pensare a cosa fare e come farlo bene; il resto speso a farlo e a far sapere che lo si è fatto).

Ecco l'infografica - che potete anche vedere ingrandita qui:


lunedì, dicembre 15, 2014

La 2a puntata del web reality di Megared (cominciate a correre...)


Come sapete, sono / siamo coinvolti in un bel progetto di reality web, che traccia la storia di 8 persone che hanno scelto di provare a iniziare a correre - e di arrivare a fare la Stramilano.

Per i dettagli, se vi siete persi la prima puntata, ecco il post:

Dato che il progetto mi appassiona parecchio (e mi immedesimo negli 8 che stanno mettendosi alla prova per riuscire a correre...), vi posterò una selezione dei video - man mano che vengono realizzati (il progetto è in corso, quindi i video sono quasi "in tempo reale" :-), selezionando quelli più interessanti per il pubblico del blog.

Spero vi piacciano; credo sia un progetto interessante come case history - che vede ad esempio anche il coinvolgimento di una community di runner, di cui poi vi parlo la prossima volta...

Ed ecco il nuovo video:

Ricominciare a Muoversi. Cosa succede nel corpo e nella mente di un sedentario quando inizia a correre? Scoprite le prime reazioni dei partecipanti nell’episodio #2 di Un passo per il tuo cuore: il reality di MegaRed.

venerdì, dicembre 12, 2014

Storytelling e webseries: 2 esempi che mi piacciono (perché intelligenti)


Non c'è dubbio che una parte importante della comunicazione di marca sia destinata a passare per lo storytelling.

I fattori che ci portano in quella direzione sono molti: evoluzione culturale, prodotti sempre più simili, prodotti in cui gli intangibili sono molto più importanti delle caratteristiche... tante cose.

Certo, non tutti i prodotti e non tutte le situazioni richiedono lo storytelling - e non è che la gente abbia un tempo e una pazienza infinita per farsi raccontare storie; e le competenze per fare storytelling nel mondo digitale non sono più quelle dei "creativi pubblicitari" o degli "autori televisivi" - o meglio , non solo.

A me interessa molto il fattore narrazione, e i prodotti di narrazione che vengono autoprodotti - a partire dai blogger per passare agli YouTuber.
E mi interessa molto vedere come si può fare un salto di qualità, con impegno, creatività e buona volontà - e realizzare prodotti professionali, web series, fiction di buon o ottimo livello con i propri mezzi.

Qui credo ci siano delle lezioni per noi, degli spunti sulla comunicazione di marca che possiamo fare nostri. Che i professionisti della comunicazione (cioè noi) possano imparare da chi fa comunicazione non commerciale. E, come al solito, cogliere le cose che vengono dal di fuori del nostro mondo...e piegarne le idee al servizio della vendita di beni e servizi... 

Comunque, a proposito di narrazione interessante, vi segnalo due delle cose che ultimamente ho trovato più interessanti, specialmente in considerazione del fatto che sono autoprodotte:

1. Tutte le ragazze con una certa cultura
Ovvero il coraggio della cultura.

Di dire cose divertenti e intelligenti e di non vergognarsi di avere letto, di amare l'arte, di avere uno spessore culturale.


E di essere cattivi nella narrazione :-)

Nota divertente: l'ho scoperta perché a scriverla ci ha messo mano un mio omonimo. Che ho anche conosciuto, ma ci siamo dimenticati di farci un selfie :-(

Qui trovate il primo episodio:



Il link per gli altri episodi è questo:
https://www.youtube.com/channel/UCZ5b4g-ZTE76cduNs93r92A

Potete approfondire leggendo questi articoli:

http://tech.fanpage.it/tutte-le-ragazze-con-una-certa-cultura-la-grande-epica-hipster-in-webserie/

http://worldwidewebserie.blogspot.it/p/world-wide-webserie.html

http://tvzap.kataweb.it/rubriche/87059/tutte-le-ragazze-di-una-certa-cultura-dimmi-che-artista-ti-piace-e-ti-diro-che-uomo-cerchi/

Su Facebok:
www.facebook.com/TutteLeRagazzeconunacertacultura

2. Pirula Pirula

(Ve ne avevo già parlato ma adesso ci sono gli episodi disponibili, quindi faccio un po' di approfondimento).

Ovvero il coraggio di parlare di temi scabrosi e di riuscire nella scommessa di farlo in modo lieve, divertente e accettabile.

La storia di un prostituto di nome Sabrina e delle amiche prostitute che gli danno consigli su come fare con gli uomini... 

Qui trovate un episodio:


Enjoy. Spero vi piacciano, ma che soprattutto siano interessanti...

giovedì, dicembre 11, 2014

(Nuovo) #Libroleaks 1: il mio prossimo libro in arrivo


A qualcuno ne avevo già accennato, ma ora posso renderlo semi ufficiale ;-)

Tra metà gennaio e metà febbraio troverete in edicola (e online) il mio nuovo libro.

Sarà un libro abbastanza operativo, che cercherà di mettere ordine. 

Che magari troverà un po' di persone in disaccordo - il che è un bene, perché se si riesce a discutere (senza fare polemiche sterili) ne avrà beneficio tutto il nostro settore ;-) e insieme potremo costruire cose.

Per il resto, titolo e argomento sono ancora da tenere riservati, fino al lancio.

Ma vi terrò informati....

Offerta lavoro: Cercasi Head of Social Media

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Se interessati, scrivete alla mail che trovate in calce.
Non contattatemi per questo annuncio: non sono coinvolto nel recruiting :-)
Tutti i CV mandati a me verranno cestinati.


Cercasi Head of Social Media


In primaria agenzia di comunicazione è aperta una posizione di Head of Social Media.

L’Head of Social Media sarà in contatto quotidianamente con il cliente,  coordinerà il team social interno e dovrà essere in grado di definire e attuare in autonomia le strategia Social dell’agenzia. In particolare, imposterà e realizzerà strategie editoriali, di analisi e digital PR, identificando gli ambiti di azione e guidando il team social attraverso un supporto strategico e operativo.

L’Head of Social Media conosce approfonditamente gli strumenti di social analytics e listening e coordina la strategia al fine di raggiungere gli obiettivi preposti.

Lavorerà coordinandosi con Creative Officer e l'Head of Strategy dell’agenzia.
Il candidato deve possedere approfondita conoscenza del mondo Social Media 
e un’esperienza di almeno 2 anni nel ruolo.

Responsabilità:
- Identificare nuove opportunità per l’area Social Media in linea con le esigenze dei clienti e lo sviluppo del mercato.
- Accounting e Project management
- Definire gli obiettivi dei cliente e misurarne il successo (KPI)
- Utilizzare i dati raccolti nel day by day per una pianificazione efficiente delle campagne social 
- Integrazione strategica con SEO, PPC, Display, Mobile e Broadcast
- Pianificare correttamente i costi connessi alla strategia e inserirli in piani da presentare periodicamente all’Head of Strategy
- Coordinarsi in perfetta sintonia con il Creative Officer per la trasmissione di brief da parte del cliente e la verifica del miglior output 

- Valutare opportunità di partnership con fornitori esterni

I CV andranno inviati a:

martedì, dicembre 09, 2014

“UN PASSO PER IL TUO CUORE”: il primo reality sul running dedicato a chi vuole iniziare a correre.


Vi segnalo questa iniziativa di comunicazione.

Su cui starò piuttosto "asettico" dato che sono coinvolto nel progetto ed è quindi meglio se lascio valutare a voi... :-)

Il mandante è Megared, un integratore alimentare di Omega 3, con una serie di particolarità che potrete scoprire sul sito:
http://www.megared.it/

L'idea di questo prodotto è migliorare la salute e il benessere delle persone. Sapendo benissimo che è fondamentale che le persone adottino anche uno stile di vita salutare. In linea con questa mission, è stata organizzata un'iniziativa per motivare gli italiani a fare qualcosa di concreto per la propria salute. Muoversi. In senso figurato ma soprattutto letterale.

E di dimostrare come muoversi (e in particolare, correre) ti cambia. Non solo come salute ma come persona. Parlando a tutti i sedentari.

Per questo è nato un reality.

Che seguirà 8 persone, che non correvano; e le allenerà, seriamente, in vista della StraMilano.
Seguendole nel loro percorso. Permettendo di vedere se e come cambieranno.
Per sostenerli. Per dimostrare che si può cambiare e migliorare nettamente la propria salute. Con fatica e impegno, certo :-)

A questo punto un commento personale, anche se coinvolto, permettetemelo :-)
E' una roba molto seria, fatta molto bene, con personaggi dietro di grande professionalità. Insomma, una cosa fatta come si devono fare certi progetti. Guardate il video e lo capite :-)

Ecco dunque i primi due dei molti video che seguiranno questa avventura.
Il primo introduce il progetto, il secondo è dedicato al reclutamento dei partecipanti:





Sul Canale YouTube di Megared, troverete tutti i filmati che man mano saranno pubblicati insieme a tutorial sulla corsa, approfondimenti sul prodotto... l'indirizzo del canale è questo:
https://www.youtube.com/user/MegaRedItaly/videos

Approfondimento:

"Prendete 8 persone comuni che non fanno sport. Fate fare loro 4 mesi di allenamento, con un attento monitoraggio da parte di esperti di altissimo livello, e fateli partecipare alla StraMilano di marzo 2015.

Si scopriranno cambiati? Miglioreranno il loro stile di vita? Saranno soddisfatti di essersi messi alla prova? Questa è la sfida che Megared ha lanciato a uomini e donne sopra i 35 anni, attraverso il progetto UN PASSO PER IL TUO CUORE.

L’idea, abbracciata dal dottor Gabriele Rosa, responsabile del centro sportivo Marathon di Brescia, vuole dimostrare che tutti possono adottare uno stile di vita più sano per il loro benessere seguendo alcune semplici accortezze relative all’esercizio fisico e alla dieta.

La corsa è una disciplina completa, che coinvolge l’apparato muscolare e quello cardiaco, in un allenamento a 360 gradi. Migliora l’umore, aumentando la serotonina nel corpo, migliora il fisico, e combatte il rischio di malattie cardiovascolari.

E non serve stravolgere le proprie abitudini, non occorrono grandi mezzi ed un dispendio eccessivo di tempo, bastano piccole modifiche nell’alimentazione e nell’impegno settimanale, per poter lavorare sul proprio benessere.

Grazie ad al primo reality sul running, dedicato a chi vuole iniziare a correre, trasmesso dal sito ufficiale, dalla pagina facebook e dal canale youtube, di Megared si potranno seguire le gesta degli 8 neo-runner protagonisti dell’impresa!"

Facebook : http://www.facebook.com/megareditalia

venerdì, dicembre 05, 2014

Sheldon fa pubblicità a Intel


Post leggerino del venerdì.
Riservato ai seguaci di The Big Bang Theory.

Sheldon Cooper, scusate, Jim Parson alla fine ha accettato di fare il testimonial, per Intel.
Roba Nerd.

Ecco un paio di spot, con relativo "bonus content":




giovedì, dicembre 04, 2014

UK: bannati da YouTube i video di 2 vlogger. Non era chiaro fosse un'operazione a pagamento.


La notizia: l'autorità che regola la pubblicità in UK ha avuto pesantemente a che ridire in merito al lavoro di cinque videoblogger o "YouTube stars".

Una serie di simpatici video che hanno al centro il biscotto più noto nel mondo, l'Oreo.

Dov'è il problema? la mancata disclosure che l'operazione non nasceva da una loro idea spontanea ma dall'azienda che - in una logica di PR Digitali - aveva attivato un'operazione (a pagamento...) con i vlogger.

Nei paesi anglosassoni sono molto più attenti ed esigenti nel chiedere che si distingua chiaramente cos'è notizia, informazione e cos'è promozione, pubblicità, PR.

Anche se oggettivamente, guarando i video, credo nessuno avesse dubbi...
Comunque con l'aggiunta di un'esplicitazione che il tutto era un'operazione commerciale commissionata dalla marca, la cosa si è risolta.

Vedo già un futuro in cui online, su blog e YT avremo le avvertenze obbligatorie e i disclaimer legali, come negli spot e nelle pubblicità di medicine, banche, assicurazioni... :-)

Ecco uno dei video incriminati:




Ecco un articolo di approfondimento sul caso:
http://www.campaignlive.co.uk/news/1323808/oreo-youtubers-ads-banned-failing-clearly-indicate-marketing-partnership/

martedì, dicembre 02, 2014

Il recruitment della RAF vola sull'interattività


Seguendo un trend di strategia che nelle forze armate si vede da qualche anno, la RAF (le forze aeree britanniche) spinge il reclutamento attraverso una experience interattiva online:


Dovendo attirare giovani cresciuti a videogiochi so già che vi aspettereste bombardamenti e stragi - ma ciò non sarebbe politically correct, ne' rispondente a quello che in realtà le forze armate stanno facendo sempre più: smazzarsi crisi umanitarie in paesi pacifici o in preda al casino.

Ecco allora il classico esempio di comunicazione esperienziale, che ti lascia provare in modo vicario come sarebbe la realtà se tu facessi quella scelta. Non è un videogame quanto un film (moderatamente) interattivo.
Decisamente ben fatto.

Fateci un giro.

Naturalmente, la campagna si integra con gli altri media, come ad esempio gli spot televisivi:



RAF: As One from WCRS on Vimeo.

http://www.wcrs.com/blog/20141124/we-launch-online-interactive-mission-for-raf/

lunedì, dicembre 01, 2014

Il 40% degli Italiani NON va mai online. Altri dati Internet (Istat 2013)

Continuiamo a parlare di dati, di quanta gente c'è o non c'è online.

Il post precedente, sui dati Audiweb come previsto ha creato qualche polemica :-)
E, come sempre i dati vanno letti bene e possibilmente incrociati con quelli di altre fonti.

Proviamo a incrociare i dati con questa ricerca ISTAT-FUB. Cito:

Sono più di 23 milioni gli italiani (NOTA: sopra i 6 anni) che non hanno mai usato Internet nel 2013. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Internet@Italia 2013. La popolazione italiana e l’uso di Internet’ realizzata dall’ISTAT in collaborazione con La FUB (Fondazione Ugo Bordoni).

Quindi, facendo conto su 57 milioni circa di italiani( sopra i sei anni), 34 milioni, almeno ogni tanto, lo usano. Pari al 59,6%. Per Istat -FUB gli utenti forti sarebbero il 33% ovvero 19 milioni.

Audiweb ci dice che 40 milioni hanno accesso... ma sono contati nell'intervallo 11-74 anni. Nel giorno medio troviamo in rete 21 milioni di utenti (ma questa volta contati dai due anni di età in su)

Cito:
“Negli ultimi tre mesi il 58% della popolazione italiana ha usato Internet, rispetto alla media europea del 75% – dice Giorgio Alleva, Presidente ISTAT – Il nostro paese è agli ultimi posti per utilizzo del web nella Ue, sia nella fascia di età fra 55 e 74 anni sia in quella fra i 16 e i 24 anni”.

Qui scaricate la ricerca:

Approfondimento:





venerdì, novembre 28, 2014

McDonald's: non paghi se batti il cassiere a Carta, Forbice, Sasso :-)


Post leggerino del venerdì, che è stata una settimana pesante...

Classico PR stunt.

Per la giornata internazionale dell'infanzia, McDonald's ha proposto ai clienti di sfidare i dipendenti. E di avere il pasto gratis se vincono.
Per ritirare fuori il bambino che c'è in noi.

Guardate il video, che è divertente.




Ovviamente, impossibile in questo contensto non citare quest'altro video:


buon weekend a tutti

giovedì, novembre 27, 2014

Genio. KLM colpisce ancora :-) I messaggi personalizzati su...


Molto semplice.

Non sarà digitale ma è potente. E c'è dietro un bel pensiero di strategia.

Sali in aereo (KLM). Fai per sederti al tuo posto.. e ti rendi conto che sul lenzuolino sul poggia testa c'è scritto qualcosa.

Incuriosito lo leggi, e, sorpresa: è un messaggio (scritto a mano) di buon viaggio, di amore, di affetto scritto da qualcuno che ti vuole bene.
Tua moglie, tuo figlio, i nonni.

Guardate il video.

Questo è mettere le persone al centro del tuo marketing.
Questo è usare le emozioni. (E avere la gente che lavora nella tua azienda che si sbatte).
Un caso da manuale.

Enjoy.



PS: potete cercare sul mio blog altri ottimi esempi di come KLM riesce a innovare realmente nella comunicazione.


mercoledì, novembre 26, 2014

Clamoroso: 84% degli Italiani in Rete, non il 50%. Sorpresona Audiweb.

Crolla un mito: quello che solo un Italiano su due è in Rete.

I nuovi dati Audiweb raccontano una realtà molto diversa.

Come forse avrete notato, da qualche mese ho smesso di pubblicare gli aggiornamenti dei dati Audiweb - anche perché mi è sembrato di cogliere un certo disinteresse verso il tema nel mio pregiato pubblico.

Questa però è una notizia che merita.

Gli Italiani che possono accedere a Internet non sono 27-28 Milioni, ma 40 milioni. Un'orda.
(Ma attenzione: nel giorno medio vanno effettivamente in rete solo 21 milioni, compresi i bambini piccoli e i trisnonni d'Italia)

Gli ultimi dati Audiweb rilasciati ci dicono che:

In base ai nuovi dati sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, emerge che la diffusione dell’online nel nostro Paese è ormai capillare. Sono, infatti, 40 milioni gli italiani che possono accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento (l’84,4% degli 11-74 anni), con un trend di crescita del 6,8% negli ultimi due anni.

device mobili conquistano sempre più persone: gli smartphone connessi sono disponibili per il 56% della popolazione (26,5 milioni, + 69,5% in due anni) e i tablet per il 20% (9,5 milioni+ 310%). Nel 2014 si rileva dunque il primato del mobile nella fruizione quotidiana di internet.

Diventa, inoltre, particolarmente rilevante il tempo dedicato all’online attraverso l’utilizzo di applicazioni mobili: l’84% del tempo totale speso sui device mobili è generato dalle applicazioni; la fruizione di mobile app è preferita dalle donne (57% del tempo online), dai 18-24 anni (68% del tempo online) e dai 25-34 anni (62%). 

Ora, questo annuncio è una sorpresa (e magari cambierà le strategie di un po' di aziende / organizzazioni) ma in qualche misura è una sorpresa annunciata.

Alla radice, da quello che capisco, il fatto che da qualche tempo Audiweb traccia (come saprete) anche Internet da mobile, e  non solo quello da PC.
E di qui la scoperta che una valangata di gente accede a Internet da device mobili (ma dai?) -  come per altro previsto da innumerevoli fonti, che da anni dicono che il destino di Internet è quello di essere sempre più mobile che fisso.



A questo punto, tra l'altro, si sfata il mito di un'Italia in ritardo abissale rispetto agli altri paesi dal punto di vista della connessione. Siamo più o meno allineati.
Non possiamo più dare la colpa dei nostri guai nemmeno al divario digitale, colpevolizzare gli Italiani che non capiscono e non vanno in Rete, condannando l'Italia al paleolitico telematico.

Comunque...
Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco di seguito la presentazione fatta ieri in IAB e un estratto della press release con dei dati in più.

Naturalmente, come sempre, invito a prendere i dati con le pinze e a confrontarli con i dati pubblicati in passato. Al di là dei titoli ad effetto, forse per certi aspetti non sono poi così diversi dai dati che già maneggiavamo...




Nel 2014 si rileva il primato del mobile nella fruizione quotidiana di internet, un fenomeno già previsto negli anni scorsi - registrato a partire dall’estensione del sistema di rilevazione Audiweb anche ai dati mobile – e in controtendenza con il calo dell’audience da PC nel corso del 2013 (-3,4% nella fruizione mensile e -7,8 nella fruizione quotidiana)

Oggi, in base ai nuovi dati Audiweb sull’uso di internet a settembre 2014, Audiweb Database, ltotal digital audience è rappresentata da  21 milioni di utenti unici (2+ anni) nel giorno medio, collegati per 2 ore per persona, e 28,6 milioni nel mese, online per 46 ore. 

(Nota: fate attenzione a come usate questi dati, che non sono perfettamente comparabili fra di loro: in alcuni casi si parla di Italiani 11-74, in altri di italiani dai 2 anni in su, in altri di 18-74...)

La fruizione di internet in mobilità è rappresentata da 15 milioni di utenti unici (18-74 anni) che accedono a internet nel giorno medio tramite smartphone, online per 1 ora e 29 minuti a persona, e 5,2 milioni tramite tablet, per 1 ora e 12 minuti.


Il mobile internet piace alle donne e ‘svecchia’ l’audience interessando le fasce più giovani della popolazione.

Infatti, nel giorno medio risultano online 7,6 milioni di donne, con 1 ora e 51 minuti di tempo speso nel giorno medio (contro 1 ora e 37 minuti degli uomini online) e il 68% del tempo totale dedicato alla fruizione di internet da mobile.

Anche i giovani tra i 18 e i 34 anni, i Millannials, preferiscono accedere a internet da device mobili: i 18-24enni preferiscono navigare dai device mobili: 2,7 milioni nel giorno medio (il 64% della popolazione di questa fascia d’età) per 2 ore e 16 minuti e 3 milioni nel mese per oltre 60 ore. Solo il 27,3% dei 18-24enni sceglie l’accesso a internet da PC nel giorno medio. I valori di mobile reach per i Millennials sono pressoché simili sia nel giorno medio che nel mese, segno di un uso costante e quotidiano dei nuovi device.

“Grazie all’estensione del sistema di rilevazione Audiweb ai device mobili, possiamo finalmente monitorare, in modo più completo per il mercato, i trend e le abitudini di consumo degli italiani online. Il 2014 conferma il primato del mobile nella fruizione quotidiana di internet nel giorno medio, con una reach più alta rispetto al PC - 16,4 milioni contro 12 milioni sui 18-74 anni - e il 65% del tempo trascorso online.", dichiara Enrico Gasperini, presidente di Audiweb. "La rilevazione dell’audience totale di internet accende i riflettori sul digital divide generazionale, con solo il 22,3% degli over 55 online, principalmente online da PC, contro il 67% dei 18-34enni. Infine, risulta estremamente interessante l'uso esclusivo del mobile per accedere all'online per il 42% delle donne online, il 59% dei 18-24enni e il 51% dei 25-34enni”.

Per quanto riguarda la fruizione di internet dai diversi device, nel giorno medio domina l’uso esclusivo di smartphone per accedere a internet, con 11,2 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni che scelgono questo device, mentre sono 4 milioni gli utenti che preferiscono navigare solo da PC e 3,8 milioni gli utenti multiscreen.

La fruizione di internet da mobile (smartphone e tablet, al netto delle sovrapposizioni) ha generato il 65% del tempo totale speso online e, più in dettaglio, oltre la metà del tempo totale è generato dall’uso di applicazioni mobili (il 59% del tempo totale speso online).

Diventa, inoltre, particolarmente rilevante il tempo dedicato all’online attraverso l’utilizzo di applicazioni mobili: l’84% del tempo totale speso sui device mobili è generato dalle applicazioni; la fruizione di mobile app è preferita dalle donne (57% del tempo online), dai 18-24 anni (68% del tempo online) e dai 25-34 anni (62%).

Si conferma ancora il valore del mobile nel confronto con la TV, soprattutto per alcuni segmenti di target più affezionati all’online. Infatti, analizzando i dati di audience nel giorno medio, distribuiti in fasce di tre ore, risulta che il mobile domina sulla TV fino alle ore 12, raggiungendo il 28% dei 18-74enni e, sul target dei 18-54 anni con studi superiori e più, il mobile supera la TV per tutto il giorno, dalle ore 9 alle 24, raggiungendo il 58% di questo segmento.

martedì, novembre 25, 2014

Acquisti online/offline? Il Webrooming batte lo Showrooming (Ricerca).


OK, i retailer erano già tutti belli preoccupati per lo showrooming quando adesso salta fuori che la tegola che gli cade in testa è un'altra, ed è pure peggio.

Per chi non si ricordasse: lo Showrooming è il fenomeno del possibile cliente che entra nel negozio (fisico), guarda il prodotto, si prova la taglia, dice "grazie, ci penso" e poi si fionda a comprare il prodotto da un retailer online, cercando di risparmiare soldi (e ci si riesce, quanto ci si riesce, se si sta dietro alle offerte speciali...).

Problemone, discussioni sul ruolo dei negozi fisici (a parte i flagship stores, che al limite potrebbero anche fregarsene, se di proprietà dell'azienda... diventano una sorta di piattaforma di comunicazione, più che di vendite...).

Insomma leggetevi i miei post precedenti sullo showrooming (li metto sotto) e andiamo avanti.

Ora invece salta fuori da una ricerca - FutureBuy 2014 di GfK (sì, la potete scaricare dal link) - che il numero di persone che prima di comprare online sono andati in un negozio fisico è sceso, in percentuale dal 37% al 28%.

Mentre invece è schizzato al 41% la percentuale di quelli che hanno fatto il webrooming, ovvero la ricerca l'hanno fatta, da un device mobile, solo sui negozi online e la distribuzione fisica proprio non se la sono filata. 

Il che è malissimo, perchè se vengono a farti showrooming, magari... già che sono lì... se invece in negozio proprio non ci entrano...

La ricerca dice un'altra serie di cose interessanti - ecco una sintesi della press release:


The complex interplay between online and in-person shopping in the US has tilted slightly in favor of bricks-and-mortar retailers, according to GfK’s 2014 FutureBuy® global study of shopping habits and preferences. Incidents of smartphone “showrooming” – seeing a product in a store, then buying it online from another retailer using a smartphone – dropped from 37% in the US last year to 28% in 2014. But “webrooming,” in which consumers buy in a store after researching a purchase online using a smartphone, was reported by an even higher proportion of respondents, 41%.
Use of a smartphone or tablet to “webroom” topped “showrooming” on those devices by 12 to 14 percentage points among Baby Boomers (ages 50 to 68) and Generations X (35 to 49) and Y (25 to 34). Only Generation Z preferred showrooming – and not by much.
US shoppers who decided to make their purchases in a bricks-and-mortar environment were motivated by key differentiators such as “see and feel before buying” (58% prefer bricks and mortar, versus 9% online), “get products sooner” (53% versus 16%), and “hassle-free returns” (35% versus 10%). When online was the preferred purchase venue, attributes such as “save money” (61% versus 28%), “easier” (53% versus 24%), and “better selection” (46% versus 16%) were deciding factors.
Though PCs and laptops still account for the lion’s share of online research and purchases, mobile devices (smartphones and tablets) are playing a growing role. Internet shopping via a traditional home computer (PC or laptop) dropped from 78% to 63% in the US in just one year, while use of mobile devices doubled – from 8% to 15% for smartphones, and 5% to 10% for tablets.
Ed ecco per approfondire il tema showrooming:

Che paura lo Showrooming: in negozio si paga per entrare.