martedì, aprile 30, 2013

Sensoriale: Coke, il Sound della felicità. Bello.


Sappiamo ormai tutti che Coca-Cola si è strategicamente legata al concetto di  felicità, di essere un prodotto che provoca questa nobile emozione (lasciamo perdere le discussioni filosofiche su cosa sia davvero la felicità, poi magari ne parliamo da un'altra parte).

Ha, nel mondo, trovato modo di scaricare a terra i cavalli del concept strategico attraverso varie iniziative (in primis le vending machine) - alcune delle quali trovate in miei post precedenti, basta fare un search sul blog.

Ora, in Giappone, ha trovato un altro modo. Legandosi ad un altro elemento iconico del prodotto (o meglio, della categoria di prodotto): il "psssst" che viene emesso quando si stappa la bottiglia.

Quale miglior modo di rendere dimostrabile la felicità che fare un bel mix tra questo suono simbolico e suoni di felicità assortita? Facendo gestire il tutto da un famoso (?) DJ giapponese?

Così hanno piazzato un registratore digitale in una bottiglia e l'hanno fatta viaggiare per varie città... ma se guardate il video capite tutto in un attimo :-)

Anzi, guardatevi la serie di video, li trovate qui: http://www.youtube.com/user/CokeRemixBottle (da bravo milanese imbruttito, ho particolarmente apprezzato il Sushi Remixed :-)

Ah, e ci sono anche le suonerie scaricabili, btw.

Budweiser: i bicchieri che si connettono a Facebook


Cosa c'è di più naturale di diventare amici scolandosi una birra insieme?


Detto fatto.

Budweiser ha realizzato (ad uso suoi eventi notturni), dei bicchieri con Chip incorporato, che vengono distribuiti nel locale. I Büddy Cup.

Con un lettore di QR code e uno smartphone, si associa il chip del bicchiere al tuo profilo Facebook.

Da lì in poi, tutte le volte che si avvicina il bicchiere ad un altro bicchiere  (o si brinda), automaticamente scatta l'amicizia tra i due profili...  (scusate la fantasia malata, ma questa tecnologia sarebbe ancora più appropriata per Durex...)




Approfondimento:
http://mashable.com/2013/04/27/budweiser-buddy-cup/
http://www.gadgetreview.com/2013/04/budweiser-buddy-cup.html


lunedì, aprile 29, 2013

Bravi! Presentazione in auto, senza slide :-) IBM


Ho avuto il piacere e l'opportunità (etc etc) di testare un format di comunicazione one-to-one allo stesso tempo antico e innovativo :-) E secondo me efficace.

Ambito B2B. Soluzioni che hanno a che fare con la tecnologia e l'informatica (sì, parliamo di IBM).

Bisogno di parlarne, di presentarle a prospect, clienti, influencers, decisori.

Il modello classico: mandare "x" persone a trovare l'interlocutore, erogare un numero "n" di slide (con n tendente a infinito) e magari qualche video. Death by Powerpoint, cui siamo peraltro abituati.

Il modello divertente: imbarcare il prospect su un auto con la persona di IBM. Portarlo a fare un giro, su un'auto imbottita di tecnologia, sensori... e semplicemente raccontargli, con una chiacchierata mentre si viaggia, le cose che si hanno da dire. Senza slide :-)

A me è piaciuto. Ho tirato un sospiro di sollievo all'assenza di deck di chart e ci siamo potuti concentrare sui temi e non su tante parole.

Ecco un estratto dalla "versione ufficiale" ;-) (che vi allego in modo che possiate studiare come hanno pensato il progetto e magari trarre qualche ispirazione utile)

Proporre un nuovo ingaggio dei clienti basato sul dialogo

più personale e coinvolgente, basato sulla vita vera, sulla partecipazione facilitando l’icebreaking. 

Let's Talk: IBM con le aziende in auto


1) Cosa
Due auto elettriche con brand IBM e supportate sui media da Wired saranno disponibili durante le principali initiative di Marketing del 2013. Le auto saranno utilizzate da IBM  per portare i suoi ospiti proprio là dove IBM contribuisce allo Smarter Planet: in giro per la vita vera nelle città.
2) Meccanismo
Aziende, giornalisti, partner presentandosi nei luoghi degli eventi di IBM saranno ospitati a bordo di un’auto, guidata da un esperto, che lungo un tragitto consigliato dialogherà assieme al passeggero della materia prescelta.
3) Tragitti
Ogni tragitto, tra quelli suggeriti, presenta una serie di “talking point” riferiti alla vita vera (negozi, ospedali, edifici, supermercati, musei, etc) mappati su referenze e storia IBM.
E in più…a bordo
1) I tablet:
I passeggeri troveranno un tablet che conterrà gli approfondimenti di contenuto afferenti al tema da approfondire i link ai siti, ma anche e soprattutto la possibilità di linkare via Linkedin l'esperto con il passeggero.
2) I sensori:
 A bordo delle auto sono contenuti dei sensori (capaci di rilevare traffico, rumore, inquinamento etc) che comunicano in tempo reale le informazioni verso due destinazioni.
  >Verso la pagina web di Wired che aggrega dati e fornisce informazioni aggregate 
  >Verso twitter permettendo di comunicare dati in forma di microblogging
3) In più si potrà 
§Registrare un video (se concordato con il passeggero) che potrà essere usato come contenuto sull'iniziativa (ma anche usato dal cliente stesso per raccontarsi attraverso noi) 
§Stimolare la discussione grazie a un giornalista

Costosissimo: il router WiFi nella rivista


Credo che vincerà un premio per una delle idee più costose in pubblicità degli ultimi anni - andando a cozzare palesemente con il trend generale di fare cose orride ma che non costano (e che in genere non funzinano...)

Breve: Microsoft lancia Office 365, la nuova incarnazione di Office - fortemente basata sull'integrazione con il Cloud.

Chiaramente, un prodotto del genere per sfruttare tutte le sue potenzialità deve essere usato in modalità "connessa".

Allora Microsoft fa un operazione guerrigliera-pubblicitaria, tale per cui... embedda un router WiFi dentro le pagine di una rivista.

Così compri Forbes e hai la connessione (gratis). Per 2 settimane (in partnership con T-Mobile. In un numero limitato di copie della rivista).

Wow.





venerdì, aprile 26, 2013

Citronman, per Oasis

In questi giorni fra i ponti, programmazione un po' più leggerina del blog. 

Oasis, nota bevanda alla frutta francese.
Si aggancia al lancio di Ironman 3 e lancia Citronman :-)
Carino :-)

mercoledì, aprile 24, 2013

Crowdvoting. Decidi se la serie va in onda...su Amazon.


La notizia: 

"Fourteen pilot shows - including Alpha House and Zombieland - are to be put to the public vote on Lovefilm and Amazon.com.
Viewers can submit feedback influencing which shows get made into full series. (http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-22152989)"

Ovvero i pilot delle serie saranno messi online, visibili liberamente. Al fine di avere la gente che vota se la serie deve continuare o deve essere uccisa.


Il pensiero: ma siamo sicuri sia davvero una buona idea?


Di sicuro aiuta a ridurre i rischi, dato che produrre una serie è un costo non indifferente e se si fa un bagno, i danni sono notevoli.
D'altra parte, il ricorso alla saggezza della folla mi sembra un approccio parecchio sopravvalutato (no, non sto parlando di politica).


Chi fa ricerche di mercato sa di fenomeni di appiattimento, specialmente se le opinioni sono pubbliche e condivise, sull'atteso, sull'aspettato.


Si sa che si tende spesso a premiare cose non eccessivamente innovative e disruptive, che magari sono gradite e capite al volo da fasce avanzate della popolazione ma che a botta calda non fanno presa sulle masse... salvo poi diventare poco dopo fenomeni di costume. Che ci si accoda spesso al parere della maggioranza o di quei membri della community che appaiono più autorevoli (o decisi)


Diciamo che a chiedere alla gggente, non c'è forse il rischio di ritrovarsi appiattiti ad un minimo comun denominatore? Non c'è il rischio che idee innovative (mi viene in mente Lost) vengano scartate perchè il contesto del test, la fretta, la poca voglia, lo scarso coinvolgimento o semplicemente il framework diverso da quello della TV abbiano un'influenza negativa?

E magari escano meglio format già noti, more of the same, cose facili, magari (da noi) metri quadri di curve e pelli nude, facile comicità, risse e insulti?


E che i pilot per tenere alta attenzione e curiosità, engagement e coinvolgimento possano diventare come certi trailer, tutti bombe, inseguimenti, scene drammatiche, cliffhanger, bonazzi e bonazze, per eccitare la fantasia su quello che la serie potrebbe essere e ottenere quindi un voto positivo?



In sostanza, siamo sicuri che sia la cosa più efficace chiedere alle persone di decidere su ciò che gli piace? (lo so, questa è volutamente provocatoria). D'altra parte nei famigerati focus group ho visto un po' troppe buone idee innovative venire affossate senza un perché (in qualche caso per avere un grande successo poco tempo dopo).



Mi viene anche in mente la mia reazione a quel grandissimo successo TV che è The Big Bang Theory. Io la serie ho iniziato a vederla da metà e sono rimasto folgorato. Poi ho recuperato le puntate perse, tra cui il primo episodio. Bene, avessi visto quello per primo, non avrei probabilmente continuato a guardarla, perchè la serie è decollata dal secondo o terzo episodio.



Quello che temo è l'effetto Fred Astaire.

(According to Hollywood folklore, a screen test report on Astaire for RKO Radio Pictures, now lost along with the test, is reported to have read: "Can't sing. Can't act. Balding. Can dance a little." http://en.wikipedia.org/wiki/Fred_Astaire )

martedì, aprile 23, 2013

Eldora, basta regali sbagliati. Idea Made in Italy.


Lanciata ieri (in beta, a inviti...)  Eldora, idea Made in Italy per non sbagliare più i regali - basandosi sul concetto della wish list condivisa in Rete.

Interessante, anche se bisogna capire se passa il concetto culturale che valga fare un regalo richiesto o bisogni in tutti i casi cercare di sorprendere o almeno di indovinarla... :-)

La cosa interessante (dal punto di vista di questo blog), in questo genere di progetti è la possibilità di chiudere il cerchio con l'offerta, con il marketing aziendale.
Di riuscire a porsi come "fornitore" là dove c'è un desiderio espresso da soddisfare....

In effetti, una delle strade per avere un marketing e un business più efficiente (e lo diciamo da anni) è proprio quella di evitare di sparare nel mucchio, sperando di beccare qualcuno che sia interessante; ma di mirare meglio la comunicazione, proponendo la cosa giusta al momento giusto facendo poi tutto il possibile per facilitare l'acquisto.

Ecco qualche dettaglio in più su Eldora, dalla loro press release.

"Eldora è uno strumento indispensabile per chi vuole fare regali veramente desiderati, ma anche per chi spera sempre di ricevere ciò che gli piace.

Cosa caratterizza Eldora?
...
  • la libertà di desiderare quello che vuoi. Non dovrai scegliere tra prodotti suggeriti
  • la possibilità di esaudire i desideri dei tuoi amici. Sarai l’unico a fare quel regalo
  • la creazione di collette di gruppo per realizzare i desideri. Basta problemi per mettere d’accordo tutti 
  • un app per smartphone per non perdere neanche un desiderio, vedi un oggetto e lo aggiungi alla tua lista
....la versione beta è finalmente pronta per essere lanciata. Dal 22 Aprile sarà possibile ricevere gli inviti, essenziali per potere accedere e iniziare ad usare Eldora.

Per ricevere il tuo e iniziare ad esprimere desideri visita www.eldoraapp.com.

Cos’è Eldora

Eldora è un'applicazione web che fonde due categorie di app, social e utility. Grazie a questo mix abbiamo creato un prodotto in grado di rispondere a tutte le esigenze di quelle persone che vogliono fare regali veramente desiderati e che sperano sempre di ricevere ciò che gli piace. In quelle situazioni imbarazzanti in cui ci troviamo quando dobbiamo fare un regalo e non abbiamo le idee chiare, come fare a trovare la cosa giusta senza perdere ore nella ricerca e l'acquisto? 

...

Su una piattaforma semplice e suggestiva, si inizia subito ad aggiungere i propri desideri con la possibilità di indicare fino al più piccolo dettaglio (come colore, taglia o qualsiasi altro particolare), al fine di ricevere ciò che vogliamo con assoluta precisione. Lo stesso principio è valido quando sta a noi fare un regalo. Con Eldora siamo certi di realizzare un autentico desiderio.
......

 L'obiettivo iniziale sarà migliorare e perfezionarsi durante la fase in “versione beta", e poi crescere e divenire la soluzione di riferimento a questa necessità.   

...

Nella lista dei desideri si può inserire qualsiasi cosa, senza vincoli. E' sufficiente inserire il link (URL) della pagina in cui si parla dell'oggetto che si desidera. Poi nei "dettagli" si può specificare ogni particolare, come la taglia il colore o altro, per ricevere esattamente ciò che si vuole. Così i propri contatti andranno sulla pagina web che si ha segnalato ed effettuare l'acquisto.

"Realizza il desiderio" significa impegnarsi ad acquistare uno specifico oggetto presente nella lista di un contatto. Se si decide di farlo, nessun'altro potrà cliccare su "realizza il desiderio" per quello stesso oggetto. Eldora non vende nulla e non fa da intermediario. Sta agli utenti la responsabilità di acquistare davvero i regali. Se non potete più fare il regalo, cancellate “realizza un desiderio” per lasciare a qualcun’altro la possibilità di farlo.

Aprendo o unendosi ad una "colletta" si può organizzarsi per fare un regalo insieme ad altre persone. Ci sono collette "pubbliche" e "private". Con le prime chiunque è in grado di partecipare; con le seconde si può decidere chi invitare e quindi fare un regalo con un gruppo prescelto di amici.

E' possibile creare eventi, oltre a segnalare il giorno del proprio compleanno, per indicare i propri momenti importanti. Così si conoscerà sempre qual'è la situazione migliore per consegnare i regali acquistati.

Con l'app mobile saranno introdotte nuove funzionalità. Non sarà semplicemente la versione mobile di Eldora, ma molto di più."

Chitarra in Camera, all'Hotel Hard Rock


Hard Rock Café. Ma anche Hotel.

E in un hotel che si chiama Hard Rock, il minimo che ci si possa attendere è che ti diano una chitarra da suonare in camera.

Magari si fa un bell'accordo (scusate la battutaccia) con Fender così che il prestito diventa anche un'occasione di provare il prodotto (ricordate il tryvertising?).

Poi ti danno anche delle cuffie così non rompi ai vicini. E se dormi lì anche della musica gratis da scaricare.

Guardate il sito, interessante.

Un menu parecchio appetitoso...


I più attenti ricorderanno che una cosa simile è stata fatta anche da NH Hoteles (però l'avevano venduta in maniera meno "cool"). Se poi siete ossessionati dalle chitarre, facendo un search su questo blog trovate un'altro po' di casi a sei corde.

Versione ufficiale:

BE A CLOSET ROCKER WITH PICKS.
Satisfaction. That’s what a luxury brand experience should embody. And what could be more satisfying than a world-class Fender guitar delivered to your room? Hard Rock and Fender have teamed up to offer a uniquely authentic rock-and-roll experience and serious guitars are the new in-room amenity. Are you ready?

Guests may choose from 20 different awesome Fender guitars including legendary Stratocasters, classic Telecasters and a few special surprises. We also offer bass guitars for those of you who love throwing down a funky baseline. Plus, we provide an amp and a pair of headphones to ensure maximum sound for you and zero noise complaints to us.

The best part? There's no charge or time limit on use (but just to be sure you don't go off on your next world tour with our guitar, a $1,000 credit card deposit is required when checking a guitar out). So grab that Fender axe you’ve always wanted to try, channel Stevie Ray or Clapton and shred for as long as you're staying at Hard Rock Hotel.

lunedì, aprile 22, 2013

Allegro: Risometro Brasiliano per premiare le persone

Operazione di Ambient, o meglio di casino. Una roba da ridere.

Una macchina messa in piazza che invita le persone a ridere, misurandole.

Ma se si passa il limite....

Un progetto che ricorda molto (ma più in grande) i distributori di Coca Cola, le Happiness Machine che potete trovare in parecchi post sul blog.

Ne avremmo anche noi bisogno qui, vista l'atmosfera pesante.

Ecco il video:

Diabolico: non è un annuncio ma una pubblicità :-)

Interessante pensiero per promuovere una compagnia di assicurazioni.

Eurofil, in Francia, ha utilizzato Leboincoin, potente sito di annunci, per pubblicare alcune inserzioni di case in vendita.

Ma cliccando sull'annuncio per avere dettagli, si scopriva che nel frattempo la casa era stata devastata da un incendio. Perché, come dice il claim dell'annuncio, gli incendi arrivano in un attimo, ed è meglio assicurarsi...

Ecco il link al sito della Case History: http://leboncoin.n9ne.org/home/ 

venerdì, aprile 19, 2013

Charity e riciclaggio col distributore automatico


Bella iniziativa no profit in Polonia per raccogliere fondi in modo non convenzionale.

Una vending machine al contrario: invece di comprare lattine di soft drink, si butta dentro la lattina vuota. 

La si schiaccia. E si sceglie, con una pulsantiera, a quale ONG andrà il ricavato della vendita del vuoto.

Inoltre, scegliendo di guardare un video messaggio di uno sponsor, si potrà aggiungere un'altro contributo economico alla propria donazione.

Easy, solidale ed ecologico. Altamente approvata dal vostro Digital Planner preferito :-)

Ecco il video:


Case History. Marketing con la Chat: Nike in Cina


Interessante video case history.

Come Nike ha usato il servizio di chat più popolare in Cina (ma non solo lì - c'è anche in versione italiana: http://www.wechat.com/it/) per entrare in contato e soprattutto in relazione con il proprio target.

Guardate il video, che è interessante.


NIKE FOS WECHAT CASE STUDY from Johan Vakidis on Vimeo.

Approfondimenti:

http://blog.chinainternetguru.com/2013/02/21/nike-wechat-marketing-case-study-video/

http://www.asiamediajournal.com/pressrelease.php?id=3987

http://advertising.chinasmack.com/2012/chinas-first-sports-brand-subscription-platform-via-wechat.html

giovedì, aprile 18, 2013

Noi del digital siamo stupidi: viviamo fra i morti e non ce siamo accorti


E' tutto morto, come vedrete dall'immagine che allego e che ho composto ad hoc per il mio corso in IED.

E noi che ci stiamo ancora a fare? 

E le aziende che usano questi mezzi sono ovviamente tutte tonte, dato che è notorio che Google è morto, Facebook è morto, il SEO è morto, l'email è morta...

Facciamoci un bel funerale collettivo e passiamo a zappare la terra; che facciamo un affare migliore, a quanto pare.

Se volete, questo gioco potete farlo anche voi: su Google inserite "[nome del social network / tool che preferite] is dead" e scoprirete che di vivo non c'è rimasto nulla, nemmeno noi, nemmeno me, dato che "Strategy is Dead".

Sono morte le Agenzie di pubblicità, defunti i centri media. Morto il Guerilla. Trapassato il Viral. Finito YouTube.  

E' morto il Web, è morto Internet (lo dice pure Prince), sono morti i blog  (e allora che ci state facendo a leggere questa pagina? Andate via, maledetti necrofili).

La pianto qui perché tutte queste salme mi fanno impressione.

Naturalmente, non vi fate impressionare dal fatto che molte di queste predizioni siamo state fatte anni fa; e che i morti non se ne siano accorti e continuino più o meno ad andare avanti. E' solo questione di tempo, dato che (come diceva Keynes) "Nel lungo periodo saremo tutti morti".

Coke usa Slideshare per la pubblicità :-)

Ah, però.

Slideshare è sicuramente uno strumento utilissimo per tutta una serie di cose - ma in effetti non è proprio stato pensato come strumento pubblicitario, per permettere ad una marca di parlare ai consumer in quel senso... :-)

Beh, Coca Cola ci ha provato.

Realizzando una presentazione molto seria (o no?) che analizza il rapporto tra esseri umani e basket durante il periodo della March Madness ( la fase finale del seguitissimo campionato universitario di basket)

Allego:





mercoledì, aprile 17, 2013

Guerra 14-18, in memoria su Facebook. Col profilo di un soldato. In diretta.

Operazione memoria. A tratti toccante.

Forse un'operazione inutile nella superficialità dei social media, assediati da bimbominkia, gente che non sta bene e imbecilli vari. Ma necessaria.

Per far conoscere la tragedia umana che è stata la prima guerra mondiale, si è fatto finta che Facebook esistesse già, all'epoca. Ed è stato aperto un profilo per uno dei milioni di soldati in trincea.

Con i suoi post. E i commenti dei suoi amici, dell'epoca. E della moglie. E le foto.
Raccontando la vita quotidiana in mezzo a fango e proiettili.



Organizzato dal Musée de la Grande Guerre, è un viaggio nella durezza di una guerra che ha fatto milioni di morti, ha praticamente azzerato una generazione di francesi e tedeschi, ha avuto un impatto totale sulla storia del mondo.

Visibile, per un mese e mezzo, qui: http://facebook.com/leon1914

Un caso di eccellenza nella formazione digitale

Sono stato recentemente coinvolto nell'apertura di un'attività di formazione aziendale sui temi del digitale che mi è sembrata interessante - e che vi voglio raccontare come esempio di come si possano (si debbano?) affrontare tutti i poderosi cambiamenti che il digitale porta non solo nella comunicazione ma proprio nel modo di fare il nostro business. 

L'iniziativa arriva da Roche (farmaceutica) e consiste in un poderoso corso di formazione per il suo personale, sviluppato in collaborazione anche con IULM. 

Per capirci: ci hanno messo dei soldi veri e l'endorsement del top management. Oltre 100 ore di formazione per circa 80 dipendenti. Non so se mi spiego. 

Direi che questo è un buon benchmark. 

Vi copio / incollo un estratto dalle loro "comunicazioni ufficiali" sul corso, che direi spiega bene il progetto. 

E' proprio il caso di dire che c'è da imparare ;-) 

"Il Digital Marketing nel mercato farmaceutico: competenze prima di tutto! 

Uno degli errori più comuni è credere che chiunque all’interno di un’azienda possa occuparsi di marketing e comunicazione digitale, e ancor più lo è in un mercato come quello farmaceutico delimitato da confini regolatori e di compliance ben definiti. 

Consapevole del ruolo strategico e dei delicati processi alla base del Digital Marketing, Roche ha dato il via alla Digital Academy: si tratta di un progetto promosso dall’Azienda e rivolto a oltre 80 dipendenti che nei prossimi sei mesi parteciperanno al Master realizzato in collaborazione con un partner di elevata competenza, la Scuola di Comunicazione IULM di Milano. 

Un percorso formativo volto a raccogliere le sfide che la comunicazione digitale e il web 2.0 pongono alle aziende e a tutti i professionisti della comunicazione e del marketing. L’Academy ha l’obiettivo di fornire le competenze necessarie a tradurre in opportunità di business le logiche rivoluzionarie delle relazioni in rete. 

Il corso prevede 15 incontri, oltre 120 ore distribuite fra lezioni d’aula, project-work e case-study, per apprendere i principali strumenti, studiare le dinamiche del web e costruire le competenze strategiche per la gestione di attività di comunicazione, relazione e marketing digitale, applicate al settore farmaceutico. 

L’iniziativa si arricchisce della presenza e dell’esperienza di diverse aziende e agenzie esterne partner, che condivideranno la propria expertise e case studies di eccellenza.  

Roche Digital Academy – Principali Numeri: 

- 81 discenti 

- 11 docenti (fra universitari e professionisti del settore)

- 127 ore: 60 ore di lezione d’aula + 9 ore di Project Work (per 5 gruppi) + 22 ore di case-study"

martedì, aprile 16, 2013

KLM: questa volta è lo spazio


Di KLM abbiamo parlato molte volte, e bene.

E' un'azienda che ha preso sul serio la comunicazione e soprattutto quella digitale -  e secondo me è una delle compagnie aeree che meglio comunicano, forse è la numero uno, chissà.

Ovviamente, cercando su questo blog (finestrella in alto a sinistra) troverete alcuni dei loro migliori casi.

Questa volta la notizia è che KLM non si limita a portarvi dall'altra parte del mondo, ma direttamente nello spazio.

Andate su www.klm.com/space. Potrete vincere la possibilità di viaggiare nello spazio (*). 

KLM ha infatti stretto un accordo con "Space Expedition Corporation (SXC), a revolutionary space project that aims to launch the first commercial space trip from Curacao as of January 1st, 2014".

Il 22 Aprile, KLM farà lanciare un pallone d'alta quota dal deserto del Nevada, pieno di fotocamere, GPS e altre diavolerie, in modo da poterlo tracciare e da condividere il suo viaggio. Dato però che tutto quello che va su prima o poi deve tornare giù, il pallone sale sale e  poi esplode, ai confini dello spazio. E la navicella ridiscende col paracadute.

Il gioco per gli spettatori è predirre dove sarà il punto più alto raggiunto.

Si vince:
a) viaggio per due a Curacao
b) Hotel di lusso
c) Viaggio spaziale di SXC (btw, il biglietto vale 95.000$)

Ecco il video:

   

Il gioco è accessibile da PC, Tablet, smartphone...

Approfondimenti:

- l'iniziativa spaziale di Axe, anche questi ti portano lassù: http://robertoventurini.blogspot.it/2013/01/fantastico-axe-ti-manda-in-orbita.html

- l'articolo di Redorbit: http://www.redorbit.com/news/space/1953843/

- Anch'io sarò presto nello spazio, avendo sponsorizzato un satellite: http://robertoventurini.blogspot.it/2012/07/roberto-venturini-sponsorizza-un.html

(*) Nota: ho avuto qualche problema a far funzionare il loro sito. Se avete problemi anche voi, usate il link che trovate nella pagina FB di KLM, quello funziona: http://klmf.ly/113yCRF. Ma magari è solo un problema mio.

Amore e Cattiveria in Rete




Da più parti si sta notando un'evoluzione dei comportamenti in Rete. Qualcuno la chiama cattiveria, chi imbarbarimento, chi occasione mancata. 

Di certo si nota un fenomeno di Social Media usati come sfogatoio. Si nota l'abbassarsi di freni inibitori, esprimendo opinioni con cattiveria, quasi odio. 

Si nota un esacerbarsi dei commenti verso certi temi (in primis la politica, dove il livello dello scontro è ormai più sull'insulto che non sulla progettualità) ma anche verso certe aziende - che vengono sommerse da commenti anche molto critici a fronte di post talvolta assolutamente neutri - a esprimere una vera e propria antipatia per la marca - che non appare giustificata da nessun fattore visibile.

Si vede sui Social un'ondata che si abbatte contro tutto ciò che possa sembrare anche vagamente "istituzionale", a volte etichettando qualsiasi organizzazione di un minimo di successo, visibilità e dimensioni come "casta".

Ci dobbiamo preoccupare?
No. Nel senso che dobbiamo tenerne conto. Ma non dobbiamo farcene condizionare oltre il ragionevole.

Ci sono varie componenti che scatenano questo fenomeno. 

Da un lato il progressivo allargamento della diffusione dei Social Media nella popolazione italiana,.

Diciamo una sua democratizzazione; di modo che i Social (in primis Facebook ma sempre più anche Twitter, che conosce forti crescite) sono passati da simpatici club per early adopter più o meno "colti" a uno specchio più rappresentativo della società italiana (dove i livelli di competenza culturale o anche solo di lettoscrittura sono abbondantemente sotto le medie europee - si veda anche:  Non ha senso, in Italia, fare gli intelligenti? Sono i media digitali che si sono imbarbariti o forse dobbiamo guardare un po’ meglio dentro la nostra società? ).

Dall'altro lato un generale inasprirsi dell'umore delle persone, alle prese con crisi economiche, chiari di luna politici, eventi ed incidenti che non facilitano avere la fiducia in qualcosa e qualcuno, su una matrice (reale ma anche molto percepita) di aziende che in nome del marketing hanno abusato dei loro consumatori.

Infine, da un terzo lato, il fatto che chi ha sentimenti "neutri" verso un tema difficilmente ne scriverà o parteciperà alle discussioni. Lasciando posto a gruppi più infervorati, in positivo o in negativo - dando quindi origine ad una visione distorta della realtà, in quanto potremmo dire che il fracasso è più facilmente visibile, mentre un brusio, fors'anche positivo ed esteso buca meno la nostra percezione se non supportata da strumenti di analisi.

E molto spesso la minoranza vocale - proprio perché è minoranza, ha opinioni completamente diverse dalla maggioranza dei clienti (si veda anche: Ascoltare i Social: chi tace non dice niente )


La fuori c’è un sacco di amore
On line e sui social, si sfogano in modo speculare anche grandi dimostrazioni di amore per certe marche e certi personaggi - in realtà un altro segnale del grande bisogno di avere un ambito in cui sfogare le proprie emozioni, positive o negative. Di avere un oggetto su cui / contro cui sfogare queste emozioni - in un contesto che invita più alla depressione che all'entusiasmo. Al cinismo più che all'ottimismo. Ed è in questo contesto che le nostre marche si devono muovere in un ambito ormai imprescindibile come il social. 

Andando avanti con molto giudizio, fantasia e un grande coraggio. perché, non dimentichiamocelo, il personaggio meno amato dei Promessi sposi non era Don Rodrigo o il bravaccio di turno, ma Don Abbondio, vaso di coccio fra vasi di ferro, personaggio che cercava di svicolare senza prendere posizioni forti. Ed è proprio su quei personaggi che da che mondo è mondo si sono sfogati i bulli.

Di certo questo è un momento in cui fare le cose a caso o senza una strategia, senza cura, impegno e professionalità ci pone a un millimetro dall'ormai famigerato #epicfail. Mai come adesso, è imperativo fare le cose per bene - perché la pece e le piume non sembrano aspettare altro che un capro espiatorio.


lunedì, aprile 15, 2013

Il prossimo Social sarà Pheed?


Aziende e Agenzie osservano lo scenario del Social Media con un misto di speranza e timore, scrutando l'orizzonte per vedere se arriva the Next Big Thing, il Prossimo Social Figo su cui in tutta fretta si dovrà andare a pianificare operazioni.

(Lo so, ho esagerato. Non sono così tante le aziende e nemmeno le agenzie che guardano avanti. La maggior parte guidano tenendo lo sguardo fisso sullo specchietto retrovisore).

Comunque, sarà Pheed la prossima roba su cui di corsa dovremo fare Powerpoint di spiegazioni e tentativi di azione?


In breve, Pheed è un social media che copia un po' da tutti gli altri network e la cui caratteristica più appariscente è che si può far pagare la gente per ricevere i nostri contenuti. 

Ovviamente destinata a celebrità (ma magari anche a guru del digitale che lo possono usare per diffondere sapere e conoscenza...) questo paywall può essere settato a vari livelli (da 2 a 35 dollari).

Questo social in realtà è in giro da un po' di tempo, ma nelle ultime settimane se ne sta parlando parecchio - anche perché la sua app mobile ha fatto numeri significativi di download.


Per il resto: 

- Testi fino a 420 Caratteri (figo, così si può parlare di più del prodotto)

- Si possono condividere immagini, video ma anche suoni

- Lo usa Paris Hilton

Quel che si dice è che stia avendo molto successo tra i più giovani - che certe fonti darebbero in fuga anche da Facebook (anche perché, quando tuo padre ti chiede l'amicizia su FB la cosa si fa imbarazzante e certe cose che fai non le puoi più condividere...)

Appena lo rendono disponibile anche per Android ci farò un giro...


Gratis la mutanda (pubblicitaria, Giapponese): Broadcasting o Narrowcasting, ci si chiede...

Il Giappone è la patria di alcune tra le idee più surreali dell'umanità :-)

Merita una citazione speciale questa: abbonarsi (gratuitamente) ad un servizio di consegna mutande nuove (da uomo).

Concetto semplicissimo: ogni mese ti mandano a casa sette paia di mutande. Contenenti un messaggio pubblicitario. Dalla pagina Free-Pants si può settare il tipo di pubblicità che si gradisce etc.


Ora la valutazione da fare è se sia uno strumento "mass", o meglio "broadcasting" (dalla mia mutanda a molti - ad esempio se stese ad asciugare), uno strumento "top down" narrowcasting / one to one (l'azienda emette un messaggio ma le mie mutande le vedo solo io) o di "passaparola" (io mostro a te la mia mutanda).

Tipica scena di socialità quotidiana giapponese

Le conseguenze per il planner dal punto di vista strategico sono ovviamente ben diverse, così come le pianificazioni e i toni dei messaggi.

Da seguire con attenzione, anche su Facebook: https://www.facebook.com/freepantsjp :-P

(qui la citazione all'assvertising è d'obbligo)



venerdì, aprile 12, 2013

Figata: Pinterest. Dalla fantasia alla realtà.


Questa la trovo un'idea veramente brillante.

Una delle pochissime killer application di Pinterest. Strategicamente molto centrata. Alla base, c'è un'idea molto, molto semplice: trasformare i sogni in realtà.

Quello che fa la differenza è che Pinterest gioca un ruolo fondamentale e intelligente.

Vabbè, a questo punto ve la racconto.

Güd è una marca di  detergenti per capelli / corpo. Molto attiva anche sui social.

Hanno trovato su Pinterest un board di una tizia che, fotograficamente, raccontava quale sarebbe stata la sua mattinata perfetta, attraverso le immagini.

Dopo di che hanno deciso di regalargliela. Ricreando nella realtà la sua fantasia, basandosi proprio su quelle immagini Pinterest. Guardate il video sotto.

A questo punto, hanno amplificato la cosa creando un concorso, per permettere a tutte di rivivere l'esperienza. Usando ovviamente Pinterest (http://pinterest.com/keriirenee/good-morning-inspiration/).

Fai un break. Senza Wi-fi. Kit Kat WiFi Free zone.


Have a Break è l'ormai storico claim di Kit Kat.

Un trend assolutamente evidente in comunicazione, specie quella unconventional, ambient è quello di far vivere in concreto il claim, con dimostrazioni dirette (come nel caso di Ford in Brasile).

Kit Kat ha fatto un ragionamento strategico. Avere un break, sì, ma da cosa? Ad esempio dall'iperconnettività, che ci stimola / porta / obbliga ad essere sempre connessi e quindi a non staccare mai.

Ecco allora che lo snack ha realizzato in Olanda delle zone dove, per un raggio di qualche metro, il segnale WiFi è bloccato, quindi non ci sono storie: non ci si può connettere, si può fare un break. E generare buzz.