sabato, dicembre 27, 2008

Messaggio personale: mettiamo la mano in tasca per Pomaia

Come forse avrete letto, un incendio ha gravemente danneggiato il monastero buddista di Pomaia, in Toscana, uno dei più grandi e importanti d'Europa.

Anche se non si sono lamentati problemi alle persone, alcune strutture sono completamente fuori uso e dovranno essere ricostruite, con costi veramente forti.

Io credo che anche se non si è buddisti sia importante sostenere ed aiutare quelle persone e quelle strutture che lavorano per aiutare la nostra società a non appiattirsi solo sulla sfera materiale e materialistica; quelli che lavorano per ricordarci che l'uomo non è solo una macchina da consumo, quelli che lavorano per la pace e per portare un po' di spiritualità nelle nostre vite.

Breve: io ho messo mano al portafoglio e ho fatto una donazione per la ricostruzione.

Se lo volete fare anche voi, ecco le coordinate:

"Versamenti in danaro potranno essere eseguiti in favore di:
ILTK sul conto corrente n. 48
Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Filiale di Rosignano Marittima
IBAN - IT21-A-06200-25100-000000000048
causale "Ricostruzione del Gompa"
Ogni altra iniziativa di solidarietà e di aiuto concreto potrà essere concordata con la Direzione dell'Istituto Lama Tzong Khapa al n. 050 685654"
Far divertire i visitatori per fare business?

Pubblicata una nuova puntata del mio corso di e-marketing per le PMI, sul sito Eurogroup.

User Engagement: dobbiamo farli divertire, sul nostro sito? Coinvolgere le persone, non solo comunicare loro: come farlo e come si può misurare?

L'articolo lo leggete qui

mercoledì, dicembre 24, 2008

Il Social Networking si fa Hardware...

Una chiavetta tipo USB per scambiarsi di persona i proprio biglietti da visita e socialnetworkarsi in diretta (o quasi).

Ne parlo nel mio ultimo articolo su Apogeo, che potete leggere qui (il sito l'hanno appena rifatto, quindi se ci sono dei problemi tecnologici, portate pazienza).

Con l'occasione:

1. Auguro a tutti un felicissimo Natale, Capodanno o festività stagionale preferita
2. Non so quanto posterò nel blog in queste vacanze, quindi tenete duro e cercate di non farvi venire crisi d'astinenza

Abbraccio tutti

mercoledì, dicembre 17, 2008

Internet? Ma molto meglio del sesso...

La solita ricerca su Internet ngli USA (questa volta fatta da Harris Interactive) ci dice un po' di cose sugli utenti americani. Ovviamente i media si sono centrati su un solo aspetto...

Non si fa fatica a pensare che forse persino parte della ricerca stessa sia stata costruita per far uscire una "news" che contenesse la parola chiave "sesso" e che quindi potesse dare origine ad una press release molto notiziabile.

La notizia "calda" è quella che per il 46% delle donne intervistate si potrebbe fare a meno volentieri del sesso per 2 settimane, ma non si potrebbe fare a meno della Rete per lo stesso periodo (per confronto, solo il 30% degli uomini la pensa così).

Spaccando il dato le cose vanno persino peggio, fra le statunitensi della fascia d'età 35-44 la percentuale sale al 52% (!)

Internet batte ancora più largamente la TV: il 62% rinuncerebbe alla propria trasmissione televisiva preferita per 2 settimane ma non alla connessione a Internet.

Lascio i commenti sulle performances sessuali del genere maschile alla vostra fantasia o alla vostra logica; un maschio che si occupa di programmi televisivi sembrerebbe messo veramente male.

Lascio invece qui il link alla press release dello sponsor - da cui si evince che un 65% degli americani non potrebbe più vivere senza Internet...

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martedì, dicembre 16, 2008

Una foto per sapere tutto del prodotto

La convergenza tra Amazon e l’iPhone porta in campo un esempio di quella che potrebbe essere la prossima generazione di assistenti per il mobile shopping.

Per saperne di più leggete il mio articolo settimanale su Apogeo:

http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/10/una-foto-per-sapere-tutto-del-prodotto

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lunedì, dicembre 15, 2008

Pian pianino si arrampica Chrome - le quote dei Browsers

Chrome, il browser Google, a 100 giorni dal lancio avrebbe già raggiunto una quota dell'1% del mercato dei browser, secondo le stime di Net Applications.

Un risultato niente male, destinato sicuramente a crescere con l'arrivo delle versioni per Mac e Linux ad oggi non disponibili.

Detto questo, sarà da capire se resterà, pur crescendo, un prodotto di nicchia nicchia o se arriverà a quote più significative.

Firefox, il più serio concorrente a Explorer, sembra essersi attestato stabilmente sul 20-21% di quota, con il potenziale di crescere ancora.

Safari è attorno al 7% mentre Explorer è un pelo sotto il 70%

Le mie impressioni personali, dopo la prova , sono di un browser rapido, apparentemente "robusto" però graficamente lo trovo molto triste, funzionale ma...

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venerdì, dicembre 12, 2008

Il caffè da MD costa meno... ma è un'altra cosa

McDonald ci va giù piattissimo in questa campagna di affissioni comparsa a Seattle, città natale di Starbucks.

Ovviamente il riferimento è al costo delle varietà più esotiche di bevande servite da Starbucks.

Da sottolineare comunque che il successo (e il posizionamento) di Starbucks non sta nel prezzo o nemmeno tanto sulla qualità del prodotto servito - bensì sul fatto che Starbucks è un luogo accogliente dove restare a conversare con gli amici, studiare...(io ci facevo anche le riunioni di lavoro, a Barcellona). Tutte cose che da McDonalds è molto più difficile fare...

Starbucks è un luogo esperienziale, o un fast food o un bar.

Spendere i soldi per prendere un caffé al volo da Starbucks è effettivamente un po' dumb, secondo me.

Dargli 2 o 3 dollari per avere un'oretta o due di quiete, una poltrona o un tavolo con vicino una presa elettrica sono ben spesi...(a Barcellona, in quello in cui andavo io, avevano anche 2 tavoli riunioni da 6-8 posti, spessissimo occupati da gente che presentava Powerpoint a potenziali clienti o simili...molto business 2.0)


Comunicazione personale in Times Square...

Complimenti ad Affari Italiani.it ;-)



Per un serissimo articolo sui malfunzionamento del Servizio Sanitario, sentito specialmente dalle donne, la testata è riuscita a trovare una immagine di commento che inquadra perfettamente il contesto e il senso di disagio delle utenti...

Chapeau...
Comunicazione streaming per Diet Coke - per un content iperclassico

Diet Coke ha scommesso sulla multicanalità in streaming - per il lancio di "The Style Series, presented by Diet Coke", un programma video di musica, lifestyle, interviste etc - un vero e proprio programma televisivo che la marca usa come strumento di comunicazione.

A parte essere disponibile sul sito Dietcoke.com, al momento dell'evento di lancio il programma (una ventina di minuti) è stato trasmesso in streaming sui grandi display di Times Square, reso disponibile per l'ascolto in streaming sui telefoni mobili e attraverso video banners sparsi in una serie di siti come Yahoo, e YouTube.

Particolare rilevanza all'evento è stata data dal concerto "live" realizzato per l'evento da Robin Thickie, star della musica R&B.

La presenza della marca all'interno del content è apparsa piuttosto discreta (ovviamente il piccolo pubblico che assisteva al concerto in studio impugnava discretamente la bottiglietta argentata del soft drink).

Dopo l'evento del 9 Dicembre, il magazine proseguirà con altri episodi , il primo a inizio 2009 e il secondo qualche settimana più tardi - resi disponibili sul sito e probabilmente anche attraverso altri canali.

Aspetto su cui riflettere è che si è scelto un modello di distribuzione "moderno" e tecnologico per un content che è più tradizionale che non si può; un classico show televisivo di vario intrattenimento, con la sua bella star, il lifestyle - ed è dichiarato l'intento di rendere il programma assolutamente indistinguibile da un format in onda sulla tradizionale (ma in declino) TV diffusiva, proprio perchè è in questa direzione che si individuano le possibilità di successo sul pubblico e per la marca.

Approfondimento

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giovedì, dicembre 11, 2008

Il caldo Ambient/Tryvertising di Kraft alla fermata del bus

A Chicago (lo sa bene chi guardava E.R.) fa un freddo porco.

Ha quindi molto senso l'iniziativa di comunicazione non tradizionale di Kraft per la sua zuppa pronta "Stove Top Quick Cups".

L'azienda ha deciso di utilizzare una cinquantina di pensiline del bus come punto di contatto (poster) col pubblico; in 10 di queste ha installato un sistema di riscaldamento (una follia dal punto di vista dell'efficienza energetica, btw) ed è poi passata a distribuire campioni *caldi* del prodotto agli infreddoliti utenti dei mezzi (vedi alla voce tryvertising).

Kraft non è nuova a esperimenti in campo comunicazionale - si veda il caso della pubblicità odorosa di cui abbiamo parlato in passato.

Nemmeno le pensiline sono un luogo nuovo per la comunicazione alternativa - si veda lo sfortunato caso delle pensiline al profumo di biscotto.

martedì, dicembre 09, 2008

Il Banner - la risposta sbagliata all'opportunità dei Social Network?

Secondo una ricerca di IDC (riportata da emarketer) i numeri dietro ai Social Network sono realmente impressionanti.

Più della metà della popolazione USA userebbe questo tipo di siti (in Italia solo Facebook farebbe 4 milioni di iscritti...).

Più del 75% degli iscritti si collega almeno una volta alla settimana e un 57% lo fa quotidianamente. Più di un terzo passa un'ora o più collegato per ogni sessione.

Per l'Italia non ho questi numeri, ma coloro che sono nel mio network sembrano rispettare o superare queste medie... per quello che vale dl punto di vista statistico.

La roba brutta, a fronte di questo diluvio di "pageviews" è che non si clicca sui banner: sempre la stessa ricerca afferma che si interagisce, si socializza, ma non si clicca sui banner; se in media il 79% degli utenti Internet clicca su un banner almeno una volta l'anno (!), sui SN solo un 57% degli utenti ha confessato di averlo fatto.

Che il potenziale ci sia, siamo tutti d'accordo, che la strada sia il banner la vediamo sempre più dura.

Un ulteriore elemento di complicazione.
Per sfruttare questi canali di comunicazione si sperava di poter fare la solita poca fatica con qualche bannerino, adesso vediamo che bisogna investire tempo, fatica e intelligenza per sviluppare altre cose, che possano essere engaging per gli utenti, cogliendoli in maniera sintonica ripetto allo stato d'animo, al set mentale in cui sono quando vanno in rete a social networkizzare...

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venerdì, dicembre 05, 2008

Il video virale di Nokia

...gran bella produzione. Sulla creatività e l'impatto non mi pronuncio, visto che sembra essere destinato al mercato cinese...
La Pizza dell'Economist

Altra bella pensata - di sicuro The Economist non è top of mind nella testa degli studenti - che pure sono un target importante per la testata (i futuri heavy user...) e per cui la testata può essere - a seconda di cosa studiano - uno strumento importante di formazione / aggiornamento.

Saggia dunque l'idea di usare le scatole della pizza (di cui notoriamente gli studenti USA sono forti consumatori) come media-

Il progetto è stato condotto su 20 pizzerie di Philadelfia posizionate in prossimità del campus.

Il Twister dell'Economist


Torniamo sul tema della comunicazione non convenzionale, con questo bellissimo esempio che arriva da "The Economist", testata che da sempre si è caratterizzata per la sua attenzione alla comunicazione e alla costruzione di una sua specifica e forte Brand Identity.

Questa volta si tratta di posizionare in una stazione ferroviaria il classico board di Twister, ma caratterizzandolo con tags relativi alle issue economiche che influenzano come va il mondo contemporaneo.

Non poteva mancare lo spinner, realizzato sotto forma di poster.

giovedì, dicembre 04, 2008

Regolamentare Internet: la parola impronunciabile

Come prevedibile, l'uscita a sorpresa del capo del Governo ha suscitato non poche polemiche.

Del resto era inevitabile: data la cultura della Rete, chiunque ipotizzi una regolamentazione viene prontamente fatto oggetto di una levata di scudi.

Se pure fossero apparsi San Giovanni Bosco, il Buddha Sakyamuni o il Mahatma Gandhi a parlare di regolamentazione della Rete, sarebbero stati prontamente impallinati dal popolo Internet, ferocemente (e giustamente) geloso della propria libertà.

A dircela però tutta, anche la Rete come tutte le attività umane ha bisogno di una qualche forma di regolamentazione, ad esempio per evitare che grandi gruppi e forti interessi economici se ne approprino, privandoci di quella libertà e democrazia di cui oggi bene o male godiamo.

Detto questo, quello che preoccupa è l'uscita estemporanea e, soprattutto, la fonte della proposta.

Il Cavaliere, con tutto il rispetto, ha un track record di uscite magari a loro modo divertenti ma che sospetto non abbiano fatto benissimo all'immagine dell'Italia nel mondo, almeno a leggere sui giornali (anche quelli sicuramente non comunisti come certi quotidiani finanziari internazionali) e a giudicare dai commentini salaci che mi sentivo fare quando per anni ho fatto l'italiano all'estero.

Supponendo però che (in fondo è una persona intelligente) si astenga da rifare cucù ai membri del G8 o a fare battute sulla melanina degli altri capi di stato, restano altri due o tre punti che possono giustificare la preoccupazione diffusa.

Il primo è che, oggettivamente, vista la situazione di conflitto di interessi in essere, qualsiasi azione che punti al mondo dei media in un ottica di regolamentazione si può prestare ad una lettura di controllo, limitazione dell'accesso - quindi dando adito a sospetti in ambito di estensione della propria area di influenza economica, a discapito di libertà individuali e attività editoriali / imprenditoriali "atipiche" nel mondo dei media.

Una seconda area che tocca corde sensibili nel pubblico è quella delle reazioni del premier alle critiche. A parte invitare ad andare a casa i direttori dei giornali (lecita espressione di opinione e par-condicioso, visto quante persone hanno suggerito al Cavaliere stesso di fare la stessa cosa?), il problema è la prontezza del dito sul grilletto dell'azione legale nei confronti di chi lo critica.

Per farla breve leggetevi questo articolo del NY Times che fa il punto sulle cause legali intentate verso giornalisti critici nei confronti della sua persona.

Scontato quindi che il popolo dei blogger e di coloro che sviluppano contenuti autogestiti ritenga di dover temere una proposta di regolamentazione da parte di una persona che ha questi precedenti (mi metto anch'io in questa categoria e infatti, come vedete, ci vado giù con mano attentissima - gli avvocati costano)

Per finire, una terza area di preoccupazione che in queste poche ore mi è stata esplicitata da parecchie persone del settore, è quella della competenza.

Non risulta, almeno a prima vista, che il premier fra le sue molte qualità abbia anche quella di una profonda conoscenza del settore - fondamentale per lo sviluppo di proposte sensate e positive per il bene della Rete, dei suoi utenti e della società mondiale in generale.

Ne' è ben chiaro chi siano i suoi consulenti in materia (ovvio, non si può essere esperti di tutto, ci si costruisce un team di supporto proprio per avere quella base informativa che permette di prendere decisioni a ragion veduta).

In effetti sembra poco chiaro chi siano le persone che lo consigliano e quali siano i loro track record nell'area di Internet (c'è chi vede il rischio della figura del consulente matrimoniale scapolo).

Ma forse ci sono e sono competentissime, solo che si fanno vedere – permettete il suggerimento – un po’ troppo poco per essere in grado di rassicurarci.

Ovviamente è impossibile giudicare nel merito della questione, trattandosi solo di una dichiarazione di intenzioni - si valuterà quando ci saranno dei fatti. Di certo, dal punto di vista della comunicazione non è stato forse questo l'approccio più indicato, a meno che non si voglia leggere l'evento come mossa politica.

A voler essere cattivelli e a voler leggere la cosa in un'ottica demagogica (ma Bruto è un'uomo d'onore) potremmo fare della fantapolitica e leggere l'annuncio come una mossa un pochino populista rivolta al popolo della non-Rete.

Una rassicurazione verso quell'Italia che non è connessa a Internet (più del 50% della popolazione, più o meno), che non la conosce e che ritiene di aver motivo di temerla come luogo di adescamento pedofilo, di diffusione di ricette terroristiche e di truffe informatiche.

Per queste persone un intervento normalizzatore potrebbe essere rassicurante, un po' come mettere l'esercito a pattugliare le strade. Una tale mossa andrebbe quindi in direzione dello stimolo del consenso verso un'Italia mediamente a reddito e cultura limitata, di età tendenzialmente avanzata (un perfetto pubblico televisivo generalista? lo dico senza intenzione di polemica, è una semplice constatazione statistica).

Resta da vedere, fosse questo l'obiettivo, quale sarebbe il prezzo da pagare - ovvero la potenziale alienazione di una parte giovane e dinamica della popolazione, già oggi parecchio su di giri per le questioni legate al riassetto della Scuola, un target su cui un giro di vite percepito come liberticida o orientato a favorire interessi commerciali di parte potrebbe portare effetti boomerang avvertibili anche in campo elettorale.

Quanto a me, ripeto, resto in attesa di vedere il cammello prima di giudicare. Ma continuo a pensare quanto sarebbe bello poter parlare delle cose guardandone il merito e senza dover sempre essere sopraffatti dalle emozioni, dalle posizioni ideologiche - avendo la sensazione che quello che viene fatto sulla e per la Rete (e più in generale per la Nazione) sia sempre fatto in maniera competente, per il bene di tutti e non per ignoranza, per rigida ideologia o in nome di un qualche capitalismo d'assalto.

Ma per questo, forse, non è la rete che deve cambiare ma la stessa forma della nostra società e la testa della gente. Resto in attesa dunque, che arrivino – oltre alle biciclette a noleggio a Milano, -anche delle teste 2.0 per gli italiani comuni…

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martedì, dicembre 02, 2008

Anche i SN consolidano

Aria di consolidamento anche per i Social Network - Pownce smette di esistere il 15 dicembre per essere acquisito da Six Apart (link al comunicato ufficiale)

In effetti di SN general-generici ce n'è un po' troppi per resistere alle corazzate Facebook e MySpace.

Restano secondo me aree di opportunità per SN verticali, di forte centralizzazione attorno a temi di aggregazione molto specifici: vedo ad esempio bene Flickr, ma anche SN di Caccia & Pesca, Cucina o alterofilia...

lunedì, dicembre 01, 2008

Il Product Placement funziona ancora? C'è chi dice di no.

Torniamo, dopo un bel po' di tempo, a parlare di product placement, di product integration e di comunicazione.

Il Product Placement è da anni uno strumento importante per la promozione di marche e prodotti, attraverso l'inserimento dei "simboli" appropriati all'interno di fim o serial TV.

Ha raggiunto apici di importanza tali che alcune grandi marche avevano (o hanno ancora?) un ufficio permanente ad Hollywood, con l'esclusivo compito di negoziare accordi con le major per l'inclusione dei propri prodotti nelle più importanti produzioni.

In tempi di vacche magre e di advertising classico nel mirino, il placement si ritrova sotto i riflettori, nella speranza sia un modo per aggirare la disattenzione, il disinteresse o semplicemente il fatto che l'adv spesso non raggiunge nemmeno più il target.

In questo scenario potenzialmente favorevole al placement è entrato a gamba tesa Martin Lindstrom, noto esperto di branding e comunicazione (una vera star, nel suo piccolo) che nel suo recente libro "Buyology" riporta i risultati di esperimenti sull'efficacia del placement sui neuroni della gente (vedi alla voce neuromarketing).

Attaccando (in estrema sintesi) dei volontari ad un elettroencefalografo è stato dimostrato (su un campione di 2000 casi) che il placement non funziona (più) nella maggior parte dei casi, non portando ad un aumento del ricordo della marca (resta poi davero da vedere se a livello ultra sub-conscio/sotterraneo un qualche effetto subliminale ci posa essere anche in assenza di ricordo, ma appare una teoria un tantinello improbabile).

L'eccezione sarebbe rappresentata da quei casi in cui la marca è funzionale alla storia, è fortemente integrata nel plot narrativo... quello che si chiama product integration - dove marca o prodotto non sono una presenza più o meno casuale, ma sono un componente di fondo della storia (pensate ad es. se gli amici di "Friends" si fossero ritrovati in uno Starbucks invece che al "Central Perk"....)

Photo Credits (la foto non c'entra niente ma mi piaceva troppo)

venerdì, novembre 28, 2008

La Videoconferenza gratuita cambierà il modo di lavorare?

Nuova puntata del corso online di e-business per le PMI, ospitato dal sito Eurogroup.

"La videoconferenza è uno strumento di comunicazione di facile applicazione anche nelle PMI.

La disponibilità di strumenti gratuiti di videoconferenza e la necessità di tagliare i costi, cambieranno il modo di lavorare delle PMI, rendendole sempre più "Internet-based"?"...

Il resto, se volete, lo leggete qui

giovedì, novembre 27, 2008

Su Google il favoloso archivio fotografico di Life

Tutto sommato, una bellissima notizia; sul Blog di Google è stato annunciato che su Google Image Search stanno progressivamente caricando 10 milioni di scatti (!) tratti dall'archivio di LIFE, rivista che per anni forse è stata la più importante e bella del mondo... e la maggior parte degli scatti dell'archivio non erano mai stati pubblicati prima.

Alcune delle immagini risalgono al lontanissimo 1750 (ovviamente non foto ma incisioni etc).

Bella notizia dal punto di vista culturale e per gli appassionati di fotografia e di storia contemporanea (ma puo' venir comodo anche a chi debba fare dei powerpoint un po' sfiziosi...;-)

PS: la foto di accompagnamento del post proprio da questo archivio è stata tratta...

mercoledì, novembre 26, 2008

I giovani UK al 100%

Secondo il “World Internet Report” realizzato dal Center for the Digital Future, il 100% dei giovani britannici (12-14) sono online, contro un 88% USA.

Per confronto in Italia, a quanto mi risulta, il target 14-29 sarebbe connesso all'83% (Censis)

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Giocare online a "indivina il film"

Idea carina, che riprende il gioco che tanti di noi facevano durante feste più o meno divertenti: mimare il film.

L'idea è stata portata online da Togo - si, proprio il biscotto della Barilla, che punta sul mondo del cinema per fare engagement e che organizza questo gioco-concorso in cui un mino online fa il suo mestiere e i visitatori devono indovinare il titolo del film. In palio biglietti del cinema.

Al momento il sito è su, la promozione/ PR/Ufficio stampa è partita ma il gioco non è attivo e bisogna registrarsi per venire avvisati di quando inizierà.

lunedì, novembre 24, 2008

Mai più senza: la compilation di Rocco Siffredi

Si chiama versioning, ed è una delle strategie chiave per rimonetizzare contenuti ormai munti ( si veda Information Rules...).

Ricetta: prendere del content (in questo caso musica) già noto e stranoto, estrarlo dagli album originali, dargli una ragion d'essere trasversale e appiccicargli un testimonial noto che si faccia da garante (o da "selezionatore").

Nasce così la compilation Rocco Siffredi - non grazie al cielo dei suoi vocalizzi ma della musica più "hot" degli ultimi 2 milioni di anni... :-)
Il futuro markettaro di Facebook non è nella pubblicità ma nelle applicazioni?

Uno dei Top Gun dell'interactive marketing di Procter (Ted McConnell, general manager-interactive marketing and innovation) ha recentemente espresso i propri (personali e ovviamente aziendali) dubbi sul potenziale di Facebook come strumento di marketing- specialmente dal punto di vista dell'advertising.


Il tema del suo discorso alla Digital Non-Conference è stato centrato prioritariamente sul contesto, ovvero sul fatto che le aziende, dal punto di vista della comunicazione, non hanno uno spazio sensato o meglio una ragione di essere su Facebook dal punto di vista pubblicitario.

In effetti dentro Facebook ci sono gli utenti che si fanno i fatti loro, socializzano e si raccontano, si scazzano e dicono vaccate, costruiscono gruppi socialmente utilissimi o totalmente inutili.

Insomma, contesta il fatto che FB sia un "media" in termini pubblicitari; la conseguenza, estrapolo io, è che stiamo cercando di infilarci in una conversazione tra persone dove le aziende rischiano di essere degli intrusi che parlano fuori contesto, cercando di monetizzare i loro scambi.

L'eminente (ed influente) guru ritiene invece ci sia molto più spazio di azione per le applicazioni su FB come strumenti di interazione e di promozione della marca, insomma, di pubblicità, marketing e comunicazione...

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venerdì, novembre 21, 2008

Qual'è lo spot più divertente della storia?

E' venerdì e allora stiamo sul leggerino.

Vi segnalo questo contest fatto dalla rivista Campaign, che invita a votare per lo spot più divertente che sia mai stato fatto.
Ecco il link.

Come minimo vi potete guardare un po' di spot veramente divertenti (il mio preferito è John West Salmon)...

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giovedì, novembre 20, 2008

Chattare in azienda: più un'opportunità che un rischio

Nuova puntata del mio corso online di e-marketing per le PMI...

L'uso della chat in azienda richiede un cambio di cultura e responsabilizzazione delle persone.

Molte aziende tendono a considerare prioritariamente o unicamente Internet come uno strumento di Marketing e Comunicazione.

In realtà, questo insieme di tecnologie digitali ha il potenziale di portare ben altre forme di innovazione all'impresa, cambiandone il modo di essere e di funzionare, di modificare persino la maniera in cui concepiamo l'azienda.

La chat: rapidità ed efficienza:la più grande innovazione in ambito di comunicazione che la Rete ci ha portato è stata probabilmente l'uso della posta elettronica, strumento che ha rivoluzionato una serie di processi e cui molte aziende oggi non potrebbero più rinunciare.
Se l'email è stata in larga misura accettata ed adottata, altre tecnologie se ne propongono come integrazione o addirittura sostituzione, in primis gli strumenti di Instant Messaging (o chat)...

Il resto lo leggete qui...


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martedì, novembre 18, 2008

Col social network, marketto agli amici degli amici

Segniamocelo in agenda come uno dei possibili hot trends dei prossimi anni (o mesi): chiamiamolo "Social Networking Contact Related Marketing" - per cui propongo l'acronimo SONCOREMA...

L'idea, che attinge alle ricerche ormai decennali (o più) delle reti sociali e dei social graph, mira a identificare (tra le varie cose) possibili soggetti per le nostre campagne di Marketing Diretto, addizionali a quelli delle nostre liste.

In pratica, una delle idee che girano è che se io conosco una persona interessata (almeno potenzialmente) al mio prodotto, forse lo possono essere anche i suoi contatti in un network sociale; magari perchè sono simili o perchè esiste una conversazione - in senso lato - per cui l'uno influenza l'altro.

Così si arricchiscono le liste dei prospect - aggiungendo ai suspect di cui più o meno ho qualche certezza anche dei possibili soggetti di cui non avevo nessuna evidenza sul mio radar screen e nelle mie liste.

Ovviamente il porcesso di qualificazione dei contatti non può basarsi solo su una indiscriminata estensione a tutta la lista dei "friends" ma deve integrare la ricerca di altre evidenze / segnali - altrimenti tanto vale sparare nel mucchio.

Quello che è interessante è la possibilità di far usicre dall'ombra una serie di persone che potrebbero essere in target ed interessati ala nostra offerta - ma che al momento non ci risultano perchè non ci hanno inviato quei segnali sufficienti per essere inclusi nel nostro database...

Possiamo dunque aspettarci che la pratica di mappare i social networks e di monitorare le nostre attività online possa diventare uno dei nuovi strumenti del marketing del XXI secolo - sperando sia fatto per bene. Altrimenti guai ad avere amici con hobby o perversioni strane...

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Pepsi - BBDO: la fine di un amore

Clamorosa rottura di un matrimonio che andava avanti da quasi 50 anni.

Pepsi Cola ha disdetto il contratto con la sua storica agenzia BBDO - quella che l'aveva posizionata come "the choice of a new generation" e che aveva sviluppato alcuni dei più memorabili spot della storia della pubblicità.

La fine di una storia che mi colpisce, un pochino, anche direttamente a livello emotivo - avendo io gestito per parecchi anni, in BBDO, il cliente Pepsi in Italia.

La palla passa ora in mano a TBWA / Chat / Day (quella di Apple "1984" e quella che si era fatta fare dall'architetto Gehry un palazzo uffici a forma di binocolo...).

Vedremo se riusciranno a restituire a Pepsi quell'effervescenza di marca che negli ultimi anni si era effettivamente un po' persa per strada...

giovedì, novembre 13, 2008

Ritorna il cesso più amato del mondo


Anche quest'anno, per la gioia dei newyorchesi e dei turisti, riapre la super toilette pubblica in Times Square - gentilmente offerta da Charming, carta igienica prodotta da P&G.

Gli anni scorsi (vedi post precedente) si sono sbizzarriti in creare esperienze di classe, cosa si inventeranno quest'anno?

Photo Credits 1 & 2
Mickey fa l'indiano

Mickey Mouse, da noi noto come Topolino, sta cercando di estendere il proprio impero anche all'India - popolosissimo mercato in cui finora pare non sia riuscito a fare, nei suoi 80 anni di vita (li porta bene vero?) dei fatturati significativi.

A questo fine, il Mickey Mouse Show, spettacolo itinerante, nella sua versione indiana vedrà il Topo e Signora non solo vestire abiti indiani anzichè occidentali, ma anche cantare Bollywood-style.

Think Global, act local. O Bollylocal.

More info...

martedì, novembre 11, 2008

E se Facebook convergesse con gli occhiali? ;-)

Spulciando la Rete sono incappato in un concetto interessante - la convergenza tra Internet Mobile, i Social Network e gli occhiali di rete.

Dove questi ultimi sono quei famosi display da indossare che già esistono (e che non hanno incontrato troppo successo, direi) che possano però sovrapporre immagini in trasparenza e che siano connessi in Rete.

In breve il concetto è di collegarsi a Facebook o Twitter (ad es) con un plugin che sente la propria localizazione geografica - e quella delle altre persone attorno a te che in quello stesso momento sono collegate.

E a queste persone (che vedi nella realtà, atraverso gli occhiali) sovrapporre un layer virtuale, con lo "status" e/o le informazioni.

Ho provato a fare una elaborazione grafica per rendere l'idea di come potrebbe apparire una tae scena...

lunedì, novembre 10, 2008

Altra bella Axe-idea
Le poliziotte di Axe

Ancora Axe: un Guerilla con squadre di poliziotte che fanno la ronda e interagiscono col pubblico... che si stia giocando un po' col tema delle fantasie erotiche?

More info (e foto) qui
Axe: fine ma non finissimo...
(da quello che ho capito, Brasile circa 2006)

Il video consuma troppa banda: repressione o tassazione?

Se Internet è il sistema vascocircolatorio della nostra società, il video ne potrebbe essere il colesterolo.

Si parla del 30% dell'intero traffico consumer di Internet nel 2008. Un conto salato che nessuno sembra voler pagare, aprendo scenari non sempre auspicabili...

Se interessa il tema, leggete l'articolo su Apogeo...

Photo credits
Rientrato...

E rieccomi fra di voi dopo qualche giorno di viaggio... riprendono dunque le irregolari pubblicazioni del blog ;-)

martedì, novembre 04, 2008

Fwd: Petizione salva legge 104



Inviato da iPhone

Inizio messaggio inoltrato:

Da: "Alessandra capitolo" <capitolo@lighea.org>
Data: 04 novembre 2008 11:44:32 GMT+01:00
A: <capitolo@lighea.org>
Oggetto: Petizione salva legge 104

 

 
NON TOCCATE LA LEGGE 104!

FATE VIVERE CON DIGNITA' LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI E LE LORO FAMIGLIE!

Parlamentari, politici, amministratori, cittadine e cittadini,

la legge 104, quella norma approvata dal Parlamento Italiano nel 1992 e
riconosciuta a livello mondiale come una delle forme più alte di solidarietà
sociale e di sviluppo civile nel settore dell'integrazione delle persone con
disabilità, rischia di essere stravolta da una modifica proposta
dall'attuale maggioranza di governo, che intende di fatto eliminare i
permessi retribuiti dei familiari per l'assistenza alle persone invalide, in
situazione di gravità, non ricoverate nelle strutture socio sanitarie, ma
assistite a casa dai familiari stessi. Inoltre il governo intende ridurre,
eventualmente ad un solo familiare, la fruizione dei permessi per
l'assistenza, relegando nuovamente le donne (e chi se no?) al ruolo di
"angelo del focolare" e allontanandole dal lavoro.

Le motivazioni del governo e del ministro Brunetta sono a dir poco
superficiali: ci sono degli abusi; dietro a questi permessi si nascondono i
"fannulloni", quelli che "non hanno voglia di lavorare" e che rubano lo
stipendio nella pubblica amministrazione e sono, dunque, all'origine dei
"mali dell'economia italiana"; bisogna tagliare sulle spese ... Si cominci,
dunque, dall'assistenza, dagli handicappati (ma non si chiamavano persone in
situazione di handicap nella legge 104? Anche i nomi hanno una loro
importanza!), dai malati, dalle persone che non possono o non sanno
difendersi ..

Il linguaggio del Ministro Brunetta (e dei suoi colleghi di schieramento
politico) e questi toni ricordano, ahimè, le teorie e le pratiche di
eliminazione delle cosiddette "vite inutili" (handicappati, malati psichici,
non autosufficienti) negli anni Trenta in Germania (programma "eutanasia"),
poi seguite dallo sterminio di ebrei, di "zingari", di Testimoni di Geova,
di omosessuali, di oppositori antinazisti e antifascisti tra il 1939 e il
1945.

Oggi assistiamo al riemergere con forza e senza pudore o vergogna della
mentalità che vede chi non produce (o sembra non essere "produttivo") come
un peso per la società. Chi si occupa di assistere i familiari in situazione
di handicap diventa "un fannullone"; chi sta male "finge per non lavorare".

Noi, persone in situazione di handicap, che viviamo tra mille difficoltà,
che lavoriamo come e quanto possiamo, vorremmo avere una "bacchetta magica"
per far provare, far fare esperienza diretta a questi signori (solo per
pochi mesi, per un anno) di cosa significa avere bisogno di costante e
totale assistenza, vivendo in famiglia, con due genitori che lavorano, con
nonni anziani, con "famiglie allargate", in città dove costruire barriere
architettoniche è ancora consuetudine, dove non ci sono controlli né
sanzioni per chi viola le leggi che tutelano la mobilità dei disabili (ma
anche di anziani e di mamme con bambini in carrozzina), dove i parcheggi
riservati ai veicoli dei disabili sono occupati dai suv dei "superman" o
dalle "macchine blu", o dalle autovetture, dai motorini di cittadini
qualsiasi che pensano solo ai propri interessi, ritmi, affari.

E noi che firmiamo la petizione la pensiamo allo stesso modo. Forse
basterebbe far vivere una breve esperienza in sedia a rotelle, o chiusi in
casa a letto, senza potersi muovere a Firenze, o a Venezia, o a Bologna o a
Bari e Napoli per capire perché la Legge 104 non va toccata! Ma, forse, la
sofferenza affrontata con dignità e coraggio è ancora un privilegio di
pochi: tutti gli altri sono ancora convinti di poter contare sull'eterna
giovinezza.

L'Italia è un paese che ha leggi molto avanzate, ma spesso non ha gli
strumenti (o non vuole trovarne) per controllare il rispetto delle norme e
la tutela dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine (anche i disabili,
gli invalidi, gli handicappati, le persone in situazione di handicap sono
cittadini e cittadine).

L'Italia è uno stato dove il venire meno della responsabilità sociale ed
individuale, dell'impegno solidale, del rispetto reciproco, della
valorizzazione delle differenze e il contemporaneo sviluppo di una sorta di
"terrore della diversità" sta producendo "mostri", che un tempo si
chiamavano razzismo, intolleranza, violenza, bullismo . e oggi?

E' da qui che bisogna partire: non si può "buttare via l'acqua sporca del
bagno con dentro il bambino", scriveva un filosofo del XX secolo.

In ogni caso, per il politico che non fosse informato, va ricordato che per
ottenere il diritto ai permessi retribuiti per assistenza agli handicappati
gravissimi non si "pagano mazzette": è necessario che la persona da
"assistere", abbia una invalidità accertata dalle Commissioni Istituzionali
pari al 100% e sia sottoposta ad una ulteriore visita da parte di una
Commissione Collegiale Istituzionale che ne stabilisca lo "stato di
gravità": se sono stati commessi degli abusi, si provveda a rimuovere
Commissioni, dirigenti, responsabili amministrativi, non a togliere i
diritti agli onesti! Di questo si dovrebbe occupare il Ministro Brunetta e i
suoi colleghi di Governo: ripristinare la legalità e dare il buon esempio di
onestà morale ed intellettuale.

Facciamo dunque appello a tutte le persone che non hanno chiuso occhi,
mente, cuore in cassaforte insieme al denaro o ai lingotti d'oro per paura o
per avidità;

facciamo appello ai politici e alle politiche che fanno il loro lavoro "per
servizio" della collettività e non "per ambizioni di potere";

facciamo appello a tutte le persone in situazione di handicap e alle loro
famiglie, perché non si pieghino davanti a queste nuove minacce di
esclusione;

facciamo appello a giornalisti e giornaliste, alla stampa locale e
nazionale, all'Università e agli Istituti di ricerca;

facciamo appello alle Associazioni di Volontariato, alle Chiese e alla
Comunità Ebraica, al Presidente della Giunta Provinciale, al Consiglio
Provinciale, ai Sindaci, ai Consigli Comunali, alle Intendenze Scolastiche,
agli Istituti Pedagogici, alle scuole, agli insegnanti e ai dirigenti
scolastici, alle cooperative, alle strutture socio-sanitarie e
riabilitative, alle nuove generazioni, ai cittadini e alle cittadine:

NON TOCCATE LA LEGGE 104!

DATE VOCE A CHI VIVE IN SILENZIO, CON PUDORE E CON DIGNITA', CON CORAGGIO E
CON TENACIA LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO L'ESCLUSIONE DELLA FRAGILITA' UMANA
DALL'ORIZZONTE SOCIALE.

Firmate questo appello!!

Milena Cossetto, dirigente scolastica, giornalista, docente universitaria,
responsabile culturale dell'Associazione di Volontariato "Il Nostro
Spazio-Ein Platz für uns" di Bolzano - cittadina in sedia a rotelle, Bolzano

Emanuela Diodà, assistente sociale, presidente dell'Associazione di
Volontariato Il Nostro Spazio-Ein Platz für uns, Bolzano.

Hanno aderito

Grazia Andrich, Rivoltella, Brescia

Alberto Berger - Polis, Bolzano

Nicole Bettanini, Bolzano

Daniela Bolelli, psichiatra e psicanalista, Pisa

Laura Bottesi, Bolzano

Giulio Clamer, dirigente scolastico, Bolzano

Laura Cocciardi, Bolzano

Maria Teresa Dal Cero, Bolzano

Mauro De Carli, insegnante

Lisa d'Orio, Merano

Marzio d'Orio, Merano

Pietro d'Orio, Merano

Giovanna Ghezzi, Ora (Bolzano)

Marilena Giorgetti

Franco Grigoletto, giornalista/traduttore

Lorena Ianes, Bolzano

Edda Lenarduzzi, insegnante, Bolzano

Ornella Masera, Bolzano

Tiziana Marcolin, funzionario del Comune di Bolzano

Renzo Miclet, dirigente scolastico, Bolzano

Annamaria Molin Ferremi, Consigliere Comunale Referente per le problematiche
dell'Handicap del Comune di Bolzano

Marina Morello, Bolzano

Maria Lenarduzzi, Merano

Mario Pintarelli Bolzano

Anna Pintarelli Bolzano

Flavio Pintarelli Bolzano

Roberta Pinton, segretaria amministrativa presso la Facoltà di Scienze della
Formazione della Libera Università di Bolzano

Mia Pollinger, Bozen

Salvatore Portaro, Dottore in Tecniche Audioprotesiche, forte sostenitore
dell'ossigeno-ozono terapia, padre di un bambino autistico

Valeria Ribolli Bolzano

Elide Savioli, San Candido (Bz)

Alessandra Salvaggio

Jolanda Savioli Sartori, Bologna

Elisabetta Scarano, Bolzano

Magda Simone, psicologa, Bolzano

Silvia Spada, Bolzano

Verena Stenico, Bolzano

Ornella Tarullo

Silvana Trevisan, insegnante scuola primaria, Bolzano

Mariateresa Tomada, Consigliere Comunale Bolzano

Antonella Vidoni, Bolzano

Alma Zanfrà, Bolzano

Paolo Bernardi, Insegnante di italiano e storia ITC Rosa Luxemburg -
Bologna; Supervisore del tirocinio ed incaricato di Didattica della Storia
presso la SSIS dell'Università di Bologna; Membro del Direttivo
dell'Associazione Clio '92.

Cristina Bruzzone, insegnante di scuola secondaria di I grado, Genova

Brunamaria Dal Lago Veneri, scrittrice, Bolzano

Stefania Galliera

Cinzia Margotti, Bolzano

Serenella Margotti, Bolzano

Giorgio Mezzalira, storico, Bolzano

Brunella Panici

Sonia Zanotti, Chiusa (Bolzano)

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venerdì, ottobre 31, 2008

Mobile internet low cost in Spagna

Per chi dovesse recarsi in Spagna c'è ina soluzione da
sperimentare...farsi una SIM telefonica da Yoigo (ricaricabile). Con
Massimo 1,20€ al giorno si naviga dal mobile ( io lo sto facendo dall
iPhone ). A quanto pare il limite sono 20 mb al giorno dopodiché
degradano la velocità. Unica cosa settare l'Apn del telefono come
"internet". Per ulteriori info cercate su google yoigo+iphone.

Le sim yoigo sono in vendita nei negozi The Phone House.

Inviato da iPhone

giovedì, ottobre 30, 2008

Convolato a nozze...

Causa matrimonio (celebrato martedi') e relativo viaggetto di nozze,
per una settimana circa il blog andra' a rilento...

lunedì, ottobre 27, 2008

Una mela travolgente...si avvicina la massa critica sull'internet mobile?

L'iPhone, secondo quanto recentemente dichiarato da Jobs, avrebbe raggiunto l'obiettivo di vendere 10 milioni di pezzi entro il 2008 con due mesi di anticipo (e vendendone 7 milioni di pezzi nell'ultmo trimestre).

Anche se c'è la crisi, c'è da pensare che le vendite natalizie faranno salire ancora un bel po' il numero.

Al di là di qualsiasi polemica o incensamento dell'azienda o del prodotto, di certo questi numeri rischiano di pesare sul futuro (o il presente) di Internet Mobile, con il prossimo contributo dei dispositivi android-based.

Che sia già ora di iniziare a sviluppare seriamente su queste piattaforme con pensieri, strategie e creatività focalizzate su questi terminali? ;-)

Comunque che Internet Mobile ci rivoluzionerà la vita sono anni che lo dico, ormai è solo una questione di tempo e nemmeno molto...

Io ad esempio, sono assolutamente affascinato dalle applicazioni geocontestuali che ho sull'iphone, che a seconda di dove sono mi danno indicazioni, liste o mi permettono di fare cose...

Chiaro che non è facile come trasformare queste tecnologie in azioni di marketing che funzionino...

A proposito di applicazioni, siamo arrivati a 200 milioni di downloads di applicazioni dall'iTunes Store - chiaro che la maggior parte saranno di contenuti gratuiti, però il numero è impressionante.

Btw anche le vendite di computer Apple stanno andando forte: comparando lo stesso trimestre dell'anno scorso ha fatto registrare un +16% di crescita in termini numerici, vendendo 2.2 milioni di computer.

Photo credits
Google Earth disponibile per l'iphone

wow

http://mashable.com/2008/10/27/google-earth-iphone/

E'già disponibile per il download, dopo vi dico come va...

venerdì, ottobre 24, 2008

Un ambient indiano veramente magico...



Una video case history di come fare un ambient di successo per 20 dollari...
YouTube, quando la pubblicità non basta più

Il mio articolo settimanale su Apogeo..

Siamo sempre lì: o faccio promozione o vendo prodotti. Ma che cosa è successo ai mirabilanti modelli di business che avrebbero dovuto reinventare i mercati? Così, nel frattempo, anche il più famoso contenitore di video online prova a passare all’ecommerce...

link all'articolo

mercoledì, ottobre 22, 2008









































Media Bustina

La bustina di zucchero al bar diventa un media, con un volantino incollato sopra.

Vista in un bar di Torino...

venerdì, ottobre 17, 2008

Nuova puntata del corso di Internet Marketing

Ancora una nuova puntata del mio ormai pluriennale ;-) corso di internet marketing per corrispondenza per le PMI, pubblicato sul sito di Eurogroup.

Questa volta parliamo di...

Il sito e il 'Flash': quando usarlo e quando no - quando i siti 'in Flash' sono un giusto investimento per l'azienda.

(nota: ovviamente si tratta di materiale pensato per i non addetti ai lavori, come tale presta il fianco alle critiche di tutti voi espertissimi che mi leggete...;-)

Photo credits
In Francia il blog diventa una rivista (di carta)

Il meglio dei blog, con un taglio acido e graffiante, diventa una rivista.

Il ciclo del contenuto, da online a offline e viceversa, diventa sempre più vorticoso.

Vendredì si propone come un sunto di analisi, articoli e post di blog, un'antologia caustica dei nostri tempi...

Il resto lo leggete su Apogeo...

mercoledì, ottobre 15, 2008

Virale: "Come ti fottono i concessionari"



Interessante video prodotto da una catena di concessionari USA (Clay) - focalizzato sul tema "vi spieghiamo i 7 modi con cui vi fottono i concessionari d'auto" (ma noi no).

Trovato su un articolo di Advertising Age, in cui fra l'altro si evince come sempre di più i concessionari d'auto USA usino il viral come strumento cost effective di comunicazione...

martedì, ottobre 14, 2008

Come sarà il traffico della Rete nel 2012?

Secondo dati di Cisco, nel 2012, la maggior parte del traffico sarà di tipo video (cioè gente che si guarda corti e lunghi sul PC o sulla TV collegata in Rete, molto meno gente che videochiama).

lunedì, ottobre 13, 2008

Il rapporto consiglia a Sarkò di segare le gambe alla stampa Internet...

Vabbé, il titolo è un po' ad effetto, ma devo sostanziare le conclusioni del rapporto Giazzi sulla fragilizzazione dell'informazione quando passa su Internet...

Mi spiego, e riprendo un articolo apparso sul Journal du Net

In sintesi, il presidente francese aveva richiesto un parere ai suoi collaboratori sul problema della stampa tradizionale rispetto ad Internet.

Il rapporto (Giazzi), apparso da pochi giorni, conclude che le testate Internet (giornali pure player o versioni digitali di testate tradizionali - non blog o simili) rendono più fragile la qualità dell'informazione e contribuiscono ad un indebolimento del dibattito democratico.

Questo (secondo quel che ho capito io della faccenda) è conseguenza della gentaglia che ci scrive e la mancanza di responsabilità di questi pericolosi informatori non autorizzati o quasi...

Ovvia conseguenza: occorre aiutare le testate di carta a occupare posizioni di rilievo anche in Rete, in modo che la qualità dell'informazione possa giovarne, trovando il lettore una corretta omogeneità di vedute on e offline - con un confortevole pensiero unico...

Si tratterebbe dunque di intervenire sull'IVA delle testate riconosciute come degne da una commissione; e di far indicare sui siti i nomi dei gionalisti con tesserino professionale che collaborano alle testate online, in modo da dare un indice di garanzia della qualità dell'informazione (se scrivono sulla carta saranno ovviamente seri professionisti, integerrimi ed incorruttibili, obiettivi ed analitici) ed in modo che ci sia più garanzia che chi scrive si prenda le sue belle responsabilità su quel che scrive.

Questo per le testate più o meno "ufficiali"; a questo punto mi immagino che per i blog e le newsletter si raccomandi di convocare direttamente il II REP...

Photo Credits
Professional Social Networking: interessa l'azienda?

In un web sempre più interessato dal fenomeno del Social Networking, i network professionali presentano interessanti opportunità per aziende, manager e professionisti.

A meno di non vivere sugli anelli esterni di Saturno, è impossibile non essere stati raggiunti dal nuovo verbo della rete, dal nuovo mantra di Internet. La rete è sociale, il futuro sta nel networking. Ci hanno creduto non solo le persone, che a milioni si sono buttate verso questi siti di aggregazione, ma anche i capitali che hanno acquisito a carissimo prezzo alcuni di questi siti....

Il resto lo leggete su EuroPMI, come nuova puntata del mio ormai pluriennale corso di e-marketing per le PMI...;-)

venerdì, ottobre 10, 2008

Anche questo è un barcode...
Il mio Blog c'ha il barcode...

La simpatica opera di op-art che vedete qui di fianco è in realtà il QR code (una specie di codice a barre) che contiene l'URL del mio blog.

Se avete un device in grado di usare i QR codes, basta puntarlo sull'immagine... e tornerete qui. (wow)

Se non avete il device ma avete un iphone, installateci "Barcode"

PS: non è che sono scemo, è che sto facendo sperimentazione...;-)

giovedì, ottobre 09, 2008

On e offline ci raccontiamo sempre le stesse storie?

Ma di che cosa parliamo sui blog? L'impressione che ho è che una vasta parte del contenuto proposto sui vari blog non sia che una riproposizione di materiale pubblicato da altri blog, che a loro volta l'hanno preso da altri blog che a loro volta...

Questo fenomeno metacomunicativo (e metà copia incolla), da' da pensare.

Si tratta di fenomeni di amplificazione, che permettono ad un contenuto "buono" di essere ripreso e ridiffuso oltre i limiti del singolo mezzo / testata... si tratta di un fenomeno di scarsa fantasia e creatività, si tratta di appropriarsi del contenuto di altri per generare pageviews e quindi income pubblicitarie...

Si tratta di un po' di tutto questo ed è un fenomeno che mi fa riflettere anche rispetto al mio, di blog , dove anch'io riprendo content da terze parti, anzi, la ripresa costituisce forse la maggior parte del contenuto. Ma quello che cerco sempre di fare è riprendere e commentare, dare valore aggiunto, addizionare un contributo originale.

Ad ogni modo, il fenomeno non è strettamente legato solo ai blog o ai siti; arriva anche sui media tradizionali, in un circolo che porta il content dall'on all'off o dall'off ad un altro offline.

Cito infatto la notizia, a titolo di esempio, del lancio di una nuova testata-"Distill", un bimestrale londinese che raccoglie il meglio (ovviamente....) del materiale pubblicato da riviste di moda anche di nicchia e di limitata circolazione, per raccogliere in un unico punto un'informazione dispersa in rivoletti in mille parti del mondo, con (ovviamente) il tentativo di dare un valore aggiunto rispetto alla semplice antologia, attraverso commenti di autorevoli opinionisti.

Insomma, anche sulla carta, stiamo mungendo il content, cercando di ottenere dal nostro ma sopratutto da quello degli altri la massima monetizzazione. Da un certo punto di vista criticabile ma, d'altra parte, bisogna ammettere che con tutto il content disperso e quindi difficilmente scopribile / raggiungibile, una certa collazione ed amplificazione puo' avere il suo senso...

mercoledì, ottobre 08, 2008

Sempre più osè...Levis scatena la belva che hai nei pantaloni

Non c'è dubbio che la barra della comunicazione si alza progressivamente alla ricerca dell'impatto e del viral... dopo il porno di Diesel adesso è Levi's che sbottona la belva...;-)

venerdì, ottobre 03, 2008


Le nuove campagne di Microsoft...


Se avete seguito le attività comunicazionali oltreoceano di Microsoft vi sarete goduti la curiosa saga TV che vede protagonisti il popolarissimo Jerry Seinfeld e lo stesso Bill Gates (ex presidente di MS) , impegnati come attori in una serie di semi medio metraggi dal tono virale - che potete ovviamente trovare su YouTube.

Comunicazione simpatica... e comunque fa impressione vedere l'uomo più ricco del mondo o giu' di li' fare l'attore vestendo i panni della persona "normale" (quale pare in effetti Bill sia).

La saga è stata poi sostituita dalla campagna "I'm a PC" in cui MS controbatte alla campagna Apple, negando la stereotipazione del PC attraverso la diversità dei suoi utenti - usando btw lo stesso attore che faceva "il PC" nella campagna Apple.

Budget di advertising sui 300 milioni di dollari...

Secondo un report di Visible Measures, che fa il monitoraggio delle visioni di video in rete, i materiali di entrambe le campagne sono stati molto visionati su YouTube etc, ma la campagna Seinfel/Gates ha avuto 4.3 milioni di visioni in piu' rispetto all'altra, e comunque, anche dopo qualche settimana di presenza, la campagna coi testimonial continua a fare un 700,000 visioni al giorno contro i 50,000 dell'altra.

Prima però di criticare, meglio pensarci: in realtà l'azione ha un senso - creare buzz con un messaggio che non parla di prodotto, riposizionare almeno in parte la percezione di MS... e poi fare lo switch ad una comunicazione un po' piu' di prodotto che razionalizza in pratica la vision e da' motivi concreti per preferire MS rispetto ad Apple (da melista convinto, devo dire che la vedo un po' dura...;-)